Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

"Mi spiace che i giornali riportino frasi che non ho detto"

Berlusconi:"Nessuna competizione con Fini"


Berlusconi:'Nessuna competizione con Fini'
03/12/2009, 16:12

ROMA- Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini si ritroverebbero, senza volerlo, al centro di uno strettissimo ring con corde fatte di falsità e trame oscure. A spingerli alla lotta fratricida,  ancora una volta, sarebbero però soltanto i cattivi giornali e la cattiva stampa. Questa, almeno, è la visione del Presidente del Consiglio che da Montecitorio fa sapere che "non c’è nessuna competizione con nessuno". Il Premier poi si dice dispiaciuto poichè "i giornali continuano a riportar mie virgolette, delle espressioni, delle parole che non mi sono sognato di dire, non ho mai neppure pensato".
Insomma: chi si sfregava le mani nella speranza di un clamoroso crack interno, stando alle dichiarazioni del Primo Ministro, rimarrà parecchio deluso. Dello stesso avviso pare essere anche il presidente dei deputati della Lega Nord Roberto Cota, il quale, dopo aver invitato gli alleati del Pdl a riporre le armi dialettiche, esprime quello che a suo dire è un inconfutabile "dato di fatto" e cioè che: "
Questo Governo ha una larga maggioranza, deve governare e mantenere gli impegni con gli elettori, come, peraltro, sta facendo, cioè fare le riforme. Il resto è pura polemica che non va da nessuna parte e nuoce prima di tutto a chi la fa".
Un basso profilo pare averlo scelto anche il ministro della Difesa Ignazio La Russa che palesa infatti la sua volontà di non intervenire nella querelle (anche a suoi parere comunque inesistente) tra il presidente della Camera e Silvio Berlusconi. "Mi sono imposto di svolgere il mio ruolo di coordinatore del Pdl senza riflettori, per dare il più possibile serenità al quadro politico"; dichiara infatti La Russa che però, evidentemente, dimentica i riflettori abbaglianti puntati sulla sentenza della Corte Europea sul crocifisso in aula. In quell'occasione, il "basso profilo", lasciò agevolmente spazio a toni piuttosto alti che videro il Ministro farsi scappare un "per me possono anche morire" riferito a tutti coloro che erano favorevoli alla sentenza della Corte.
Sulla vicenda Fini-Berlusconi intervengono anche Pierferdinando Casini e Antonio Di Pietro. Il primo appare più intransigente e, come di consueto, guarda con occhio biasimevole e preoccupato alle reazioni della lega ricordando che: "Le tensioni nella maggioranza hanno stufato tutti. Il problema non è quello che Berlusconi dice a Fini o viceversa. Il problema è quello che dice Bossi: voi litigate e qui comando io". Per Di Pietro, invece, la terza carica dello Stato gode di ottima salute e sprizza così tanta energia e verve grazie al matrimonio e alla nascita di due bimbi. "Da quanto si è sposato ed ha avuto due bambini Fini ha una serenità d’animo che non ha bisogno di Di Pietro, Bersani o Franceschini"; commenta infatti l'ex Pm che poi aggiunge:"Fini non ha bisogno di me, lui fa il presidente della Camera e noi lo rispettiamo per questo"

Commenta Stampa
di Germano Milite
Riproduzione riservata ©