Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

"Ma non passi che si può aggredire il Premier impunemente"

Berlusconi:"Perdono Tartaglia, non so portare rancore"


Berlusconi:'Perdono Tartaglia, non so portare rancore'
22/12/2009, 21:12

ROMA - Se lo aspettavano un po' tutti e, alla fine, è arrivato: l'annuncio di Silvio Berlusconi che perdona Massimo Tartaglia finalmente può far da sugello al concilatorio clima natalizio di questi giorni.
In conference call da Arcore per gli auguri natalizi alla sede del Pdl di Roma, il Presidente del Consiglio da l'ufficialità del perdono, apre addirittura alla possibilità di far visita al detenuto in carcere e, al contempo, avverte i giudici affinchè non facciano passare nel pensiero comune l'idea che, chi aggredisce il Premier, resta impunito.
Berlusconi ha dunque affermato di aver "umanamente perdonato" il suo aggressore, aggiungendo un ruffiano "Sapete che non so portare rancore". Se la statuetta fosse stata lanciata da qualche centimetro più in alto, ricorda ancora il Presidente del Consiglio, "ora sarei sotto terra" o "avrei perso un occhio". E' un Berlusconi sempre più ultra-terreno (ed ultra amato) quello che parla agli iscritti del Pdl romano e dalla sua bocca quasi paiono sfuggir parole messianiche come "Dio perdona loro perchè non sanno quello che fannno".
Sdrammatizzazioni a parte, si dice sollevato e felice anche Alessandro Tartaglia, padre di Massimo. "Sono contento di questo gesto e mi farebbe piacere se per mio figlio ci fosse la possibilità di riscatto"; dichiara infatti l'uomo. Soddisfatta anche Daniela Insalaco, legale dell'autore del follle gesto.
L'avvocato è sicuro che  "il perdono sarà certamente un sollievo per Massimo" e che il gestoo del Primo Ministro sarà "utile per rielaborare, anche con l'aiuto degli psichiatri lo hanno in cura le conseguenze del grave fatto commesso".
A pensarci bene, oltre a perdonarlo, Tartaglia quasi quasi bisognerebbe ringraziarlo. Almeno dal punto di vista di chi, come il Premier, brutta avventura a parte, si è visto protagonista di una vera e propria "rinascita"; favorendo anche un clima politico inverosimilmente disteso e collaborativo. Berlusconi, in effetti, è al momento l'uomo "duomato" che ha domato la politica italiana; o no?

Commenta Stampa
di Germano Milite
Riproduzione riservata ©