Cronaca / Sesso

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Il contabile incastrato anche dalle impronte digitali

Bianchini incastrato dal Dna-bis, si profila visita medica


Bianchini incastrato dal Dna-bis, si profila visita medica
30/07/2009, 20:07

Sperava che la ripetizione del test lo scagionasse, che fornisse le prove della sua innocenza, ma ha dovuto ricredersi: anche questa volta i risultati lo inchiodano. Luca Bianchini, accusato di essere lo stupratore seriale di Roma che in tre mesi ha violentato altrettante ragazze, con gli esiti del secondo esame del Dna ha visto soltanto precipitare la propria posizione. Era stato lui stesso a richiedere che i test fossero ripetuti, offrendosi spontaneamente, come era accaduto per i primi accertamenti, al prelievo di saliva. La sua scelta, però, si è rivelata un boomerang: l’esame genetico ha confermato ancora una volta che il profilo del Dna estratto nei giorni scorsi al contabile, comparato con il primo prelievo e con quello dei reperti recuperati dalle vittime, ha evidenziato una corrispondenza e una analogia definite “massime”.
Svanita questa possibilità, la difesa dovrà cambiare strategia per dimostrare la colpevolezza dell’imputato. Si profila una richiesta di perizia psichiatrica, oltre a possibili richieste di riti alternativi, come l’abbreviato, che a fronte di una ammissione di colpevolezza consentirebbe uno sconto di pena. Nel 1997, quando fu accusato di violenza sessuale ai danni di una vicina di casa, Bianchini riuscì a cavarsela proprio grazie ad una perizia, che determinò la sua incapacità di intendere e di volere al momento del fatto.  L’autorizzazione per un esame medico-legale, richiesta con un’istanza dai legali Bruno Andreozzi e Giorgio Olmi, è stata per il momento respinta dalla procura, rimandando la decisione al Gip.
Ad inchiodare Bianchini, oltre ai nuovi test del Dna (fatti alla presenza della dottoressa Marina Baldi, consulente nominato dai legali del presunto stupratore), ci sono anche alcune impronte rinvenute su una striscia di scotch servita ad imbavagliare l’ultima vittima, la studentessa violentata tra il due ed il tre luglio scorsi nella zona di Tor Carbone, a Roma.

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di Nico Falco
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