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La compagnia smentisce dopo una indagine interna

Biglietto doppio per obesità, la Easyjet replica: bufala


Biglietto doppio per obesità, la Easyjet replica: bufala
25/08/2009, 19:08

Aveva già fatto il giro del mondo la disavventura di una donna che, prima di imbarcarsi su un volo della Easyjet, era stata invitata dall’addetta al check in a fare un doppio biglietto perché troppo grassa. La notizia, comparsa su moltissimi media, aveva provocato sconcerto e sdegno per l’umiliazione subita dalla passeggera dopo questa strana richiesta. In seguito ad una indagine interna, però, la Easyjet smentisce: l’episodio non è mai accaduto, ed ora si cerca chi ha messo in circolo questa voce, portando notevoli danni di immagine.
La vicenda sarebbe accaduta a Bari e denunciata dai legali della vittima, Anna Orecchioni e Giacinto Canzona. Secondo quanto riferiti dagli avvocati, una donna troppo ‘voluminosa’ sarebbe stata umiliata dal personale della Easyjet, che le avrebbe chiesto di pagare un secondo biglietto e l’avrebbe persino costretta a pesarsi davanti agli altri passeggeri. Inizialmente la compagnia si era scusata per un “imperdonabile errore” ma adesso, in una nota congiunta con la società Aeroporti di Puglia, fa un passo indietro: “si rammarica di constatare quanto segue: i fatti che avrebbero coinvolto la signora Maria P., invitata dall’addetta del check-in EasyJet a comprare due biglietti perché troppo ‘voluminosa’ per sedere su un solo sedile, non si sono mai verificati”. “Inizialmente la compagnia, da sempre attenta ai bisogni dei passeggeri e in totale buonafede, - si legge ancora nel comunicato, - si era preoccupata di porgere le più sentite scuse alla signora Maria P. e, solo dopo aver inagato su quanto accaduto, con la stretta collaborazione dei dirigenti della società Aeroporti di Puglia, ha scoperto di essere stata vittima di una beffa clamorosa”. Thomas Meister, Communication Maganer di EasyJet, spiega che la compagnia sta “valutando seriamente di tutelare in sede giudiziale i nostri interessi e il notevole danno alla nostra immagine che è derivato da questo episodio”.
 

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di Nico Falco
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