Cronaca / Sangue

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A breve nuovi esami su Alessandro Rasero

Bimbo ucciso a Genova, la madre resta in carcere


Bimbo ucciso a Genova, la madre resta in carcere
02/04/2010, 18:04

GENOVA – Katerina Mathas, 26 anni, resta ancora in carcere in attesa della decisione del giudice per le indagini preliminari, Vincenzo Papillo. La donna è detenuta con l’accusa di omicidio volontario in concorso con Giovanni Antonio Rasero, 29 anni, per la more del piccolo Alessandro, il figlio di lei, appena otto mesi, seviziato ed ucciso in un raptus di follia sotto gli effetti della cocaina in un residence di Nervi.
Il titolare dell’inchiesta, il sostituto procuratore Marco Airoldi, aveva chiesto mercoledì scorso la revoca della misura cautelare per la 26enne, in quanto “non sussistono più i gravi indizi di colpevolezza a carico della donna”. Richiesta analoga era stata presentata da Paolo Costa e Igor Dante, legali della giovane. La decisione del gip dovrebbe arrivare martedì prossimo.
Intanto il pm ha respinto l’istanza degli avvocati Romano Raimondo e Giuseppe Nadalini, legali di Antonio Rasero, che avevano chiesto che il loro assistito fosse sottoposto al calco dentario. L’esame era stato richiesto dal pm nei giorni scorsi, per un confronto con l’impronta del morso rinvenuta sul piede del piccolo Alessandro, dove erano state rinvenute tracce del Dna del 29enne; in un primo momento Rasero si era rifiutato di sottoporsi all’esame. L’avvocato Nadalini ha spiegato che per il pm il calco non sarebbe più un esame necessario; Airoldi, invece, ha accolto la richiesta di ispezione sul corpo del bambino ed i test del Dna.
Intanto, fonti vicine alla famiglia di Alessandro Rasero fanno sapere di credere ancora ciecamente all’innocenza del giovane che, tuttora detenuto nel carcere di Marassi, si dimostra comunque piuttosto tranquillo. Il ragazzo, in carcere da circa due settimane, non è mai stato sedato. Inoltre, le stesse fonti precisano alcuni dei particolari comparsi sulla stampa nei giorni immediatamente successivi all’arresto: non è vero, dicono, che Rasero viaggiava su automobili lussuose, né che aveva un lavoro particolarmente redditizio. Faceva l’operaio e per spostarsi utilizzava una vecchia utilitaria, tra l’altro intestata ad uno zio.
Rasero, intanto, resta fermo sulla propria versione dei fatti. Il giovane, padre di due bambini e separato da poco, afferma di essere caduto nel vizio della cocaina dopo la separazione con la moglie e di aver accolto, da qualche tempo, Katerina Mathas ed il piccolo Alessandro a vivere con lui. Per quanto riguarda la morte del bambino, di appena otto mesi, afferma di essersi svegliato per dei rumori ed aver visto la 26enne che picchiava il bambino, scagliandolo anche contro la parete. A quel punto, il 29enne dice di aver chiesto cosa stesse accadendo ma, in seguito alle rassicurazioni della ragazza, di essere tornato a dormire. Un comportamento sicuramente anomalo, ma spiegabile visto il consumo di stupefacenti, ammesso dalla coppia. Soltanto al mattino si sarebbe accorto della gravità della situazione.

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di Nico Falco
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