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Il premier pachistano: “Un’inchiesta per capire meglio”

Bin Laden, il Pakistan precisa: “Nessuna complicità”

Intanto Obama assicura il colpo di grazia ad al Qaida

Bin Laden, il Pakistan precisa: “Nessuna complicità”
09/05/2011, 20:05

ROMA – Le accuse di complicità rivolte al governo e all’esercito pachistano in relazione alla presenza di Osama bin Laden ad Abbottabad sono “assurde”: è questa la battuta del primo ministro pachistano, Yusuf Raza Gilani, in risposta alle indiscrezioni che sempre più si fortificano su una presunta copertura da parte delle autorità pachistane sull’ospitalità offerta allo sceicco del terrore. Proprio per screditare tali voci, il premier pachistano ha voluto informare dell’apertura di una inchiesta, volta a fare chiarezza su come bin Laden abbia potuto soggiornare impunemente e per tanto tempo in territorio pachistano. “Il Pakistan – ha voluto inoltre ricordare Yusuf Raza Gilani - non può essere considerato l’unico responsabile della creazione di questo network terroristico”.
Intanto dagli Stati Uniti oggi Barack Obama è tornato su quelli che ha definito “i 40 minuti più lunghi” della sua vita: in un’intervista alla rete televisiva Cbs, Obama ha detto che gli Stati Uniti hanno la possibilità di dare il “colpo di grazia” ad al Qaida, e intendono sfruttarla anche grazie alle preziose informazioni sulla rete terroristica contenute nella documentazione trovata nel covo di Osama bin Laden ad Abbottabad, in Pakistan appunto. Le forze speciali Usa - riferiscono infatti fonti di intelligence al sito israeliano Debka file - ora sono sulle tracce del Mullah Omar e di Ayman al Zawahiri, sino a l’altro ieri numero due di al Qaida. I due, con l’aiuto della stella emergente di al Qaida al Adal, secondo l’intelligence Usa, avrebbero deciso di unire le forze per organizzare una vendetta in grande stile dello sceicco del terrore. Sempre secondo le fonti di intelligence Usa il Mullah Omar si nasconderebbe a Karachi (e non a Quetta, come sostengono i pachistani) e le squadre speciali sarebbero pronte a entrare in azione per liquidarlo.
Nel frattempo la tv americana Nbc, che è entrata in possesso della lista dei medicinali ritrovati nel covo del leader di al Qaida, ha rivelato che bin Laden non era in dialisi e probabilmente assumeva farmaci contro l’impotenza. Nel suo armadietto sono stati infatti rinvenuti farmaci per la pressione alta, per l’ulcera e per l’herpes, diversi antidolorifici e medicinali per bambini. È stato ritrovato anche uno sciroppo Avena, un estratto di grano selvatico, presente sul mercato per curare l’impotenza, ma anche l’acidità di stomaco.

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di Antonio Formisano
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