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La rivelazione è del quotidiano “The Guardian”

Bin Laden: Usa e Pakistan concordarono il blitz

L’intesa sarebbe stata siglata 10 anni fa, nel 2001

Bin Laden: Usa e Pakistan concordarono il blitz
10/05/2011, 10:05

ROMA – Altro che rammarico e polemiche per il blitz americano che, uccidendo Osama bin Laden, avrebbe comportato una violazione della sovranità pachistana. Stati Uniti e Pakistan, che ora sembrerebbero essere ai ferri corti proprio per la vicenda di Abbottabad, in realtà siglarono ben 10 anni fa un accordo segreto, secondo il quale si autorizzavano operazioni militari, come quella in cui ha perso la vita lo sceicco del terrore.
Ancora una volta a gettare luce su una vicenda che si arricchisce sempre più di indiscrezioni è il quotidiano britannico “The Guardian”, che rivela come l’accordo tra Stati Uniti e Pakistan fu firmato alla fine del 2001, dopo la fallita operazione Usa sulle montagne di Tora Bora, dall’allora presidente George W. Bush e dal generale Pervez Musharraf. Stando alla ricostruzione operata tra le pagine della testata britannica, in base a tale intesa siglata il Pakistan autorizzava le forze Usa a condurre raid unilaterali in territorio pachistano finalizzati alla ricerca di bin Laden o del suo vice Ayman al Zawahri. Una volta effettuato il raid, questo è quanto sarebbe stato concordato da entrambe le parti, il Pakistan avrebbe protestato a gran voce. Il britannico “The Guardian” riporta, inoltre, le parole di un ex funzionario americano a conoscenza di molte questioni legate all’anti-terrorismo. Le parole dell’uomo sarebbero state: “C’era un accordo tra Bush e Musharraf, in base al quale se noi avessimo saputo dove si trovava bin Laden saremmo potuti andare li e prenderlo. I pachistani avrebbero gridato allo scandalo, ma non ci avrebbero fermato”.
La rivelazione ovviamente getta nuova luce sulle polemiche tra Stati Uniti e Pakistan seguite all’uccisione di bin Laden nel bunker di Abbottabad. Giorni fa proprio Musharraf, oggi leader di un partito di opposizione in esilio a Londra, si è dimostrato infatti uno dei più critici nei confronti del blitz americano definendolo “una violazione della sovranità del Pakistan”.

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di Antonio Formisano
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