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E sulla P1: "Carlo De Benedetti è il più potente d'Italia"

Bisignani: Silvio più inguaiato di Craxi, meglio che si dimetta


Bisignani: Silvio più inguaiato di Craxi, meglio che si dimetta
05/07/2013, 17:31

Roma - "Dal punto di vista giudiziario Berlusconi sta messo peggio di Craxi, sta più inguaiato. E' circondato. Gli consiglierei di dimettersi dal Parlamento e presentarsi dal suo popolo che lo ama dicendo di essere il capo di un grande gruppo politico che gli viene dietro. Tanto se lo vogliono arrestare lo arrestano lo stesso". Lo dice Luigi Bisignani a La Zanzara su Radio 24. Berlusconi, prosegue l'ex faccendiere Bisignani, "fara' subito Forza Italia con i suoi fedelissimi. Ma Berlusconi ha un difetto: non sa comandare, non usa il potere e non decide mai". "Ghedini e Longo? Io ho il mio avvocato Lattanzi - dice Bisignani - me lo tengo e lo raccomando. I suoi avvocati dovevano spingere Berlusconi a fare la riforma della giustizia invece di inseguire i processi con le leggi". Ce la può fare l'avvocato Coppi in Cassazione nel processo Mediaset? "Può essere, ma ormai andare in Cassazione e' come lanciare la monetina, basta guardare in faccia i giudici". Ma Berlusconi si e' rovinato con le donne? "Certo concretizzava, lui ha sempre concretizzato. E' un giocherellone, un ingenuo, ma nessuno lo difendeva da chi lo spiava. E' molto più grave quello che è stato fatto ad Arcore con lo spionaggio sistematico da parte dei magistrati delle persone che andavano alle feste del Cavaliere". Poi Bisignani dice che "Carlo De Benedetti e' il capo della P1, il gruppo di potere più importante in Italia, il gruppo Espresso-Repubblica". "E la P1 - conclude Bisignani - ha avuto un grandissimo beneficio dalla P2: quando scoppia lo scandalo P2, Repubblica era in crisi e non era decollata. Grazie alla P2 ha sfruttato la crisi del Corriere della Sera che era coinvolto".

?f <????Y?e='background:white'>  Inoltre il giudice evidenzia che la manovra era stata fatta in uno spazio angusto, con la poppa della nave in direzione della torre piloti, dove vi erano persone e vi era la totale mancanza di protezione. Gli indagati secondo i pm "sapevano" che nella torre vi fossero persone impossibilitate a fuggire e che la torre non avesse protezione, tuttavia proseguirono nella manovra. Inoltre eseguirono l'escursione con il contagiri rotto, l'uno strumento in grado di fornire loro indicazioni sull'accensione e il senso di rotazione del motore. Infine si contesta al primo ufficiale di avere interrotto con una telefonata le comunicazioni continuative tra plancia e sala macchine dopo avere spento il motore alle 22,35. Le comunicazioni sarebbero proseguite "in negativo" tra plancia e sala macchine, ovvero solo attraverso comunicazioni motivate da fatti imprevisti. In questo contesto anche le spie di allarme installate in plancia per segnalare eventuali malfunzionamenti sarebbero state spente volontariamente e senza motivo. Per motivare la sospensione dei tre indagati il gip ha citato giurisprudenza della Cassazione relativa alla sospensione del comandante della Costa Concordia Francesco Schettino. 

 

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di Felice Massimo de Falco
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