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Blitz antibracconaggio nel Napoletano ad opera di Polizia di Stato e FareAmbiente


Blitz antibracconaggio nel Napoletano ad opera di Polizia di Stato e FareAmbiente
09/11/2012, 13:02

Gli uomini del Commissariato di San Giorgio a Cremano (NA) – Ufficio Anticrimine - unitamente agli agenti coordinati da Antonio Colonna, responsabile del Nucleo Operativo Tutela Animali di FareAmbiente,  Ente europeo presieduto da Vincenzo Pepe, hanno portato a termine una complessa operazione antibracconaggio, sferrando un altro duro colpo alle organizzazioni campane che gestiscono il grave fenomeno del commercio illecito di fauna selvatica. Salvati centinaia di uccelli appartenenti a specie protette (per la maggior parte cardellini), cuccioli di cane e rettili.

Denunciati a piede libero C.C., 44 anni di Napoli, A.S., 54 anni di Napoli e Biagio Esposito, 66 anni di Casavatore.

La task force della Polizia di Stato sezione Anticrimine di San Giorgio a Cremano (NA) e gli uomini coordinati da Antonio Colonna, coadiuvati dalle guardie ecozoofile di FareAmbiente, dirette dal comandante Alessandro Sacchitella, dopo mesi di appostamenti, pedinamenti e indagini svolte mediante apparecchiature ad elevata tecnologia, hanno colto in flagranza i due napoletani, trovati in possesso di decine di cardellini e verzellini - specie faunistiche protette a livello assoluto - occultati nelle cantine e nelle abitazioni. Gli animali erano pronti ad essere venduti di contrabbando a compratori provenienti dal Nord Italia, per un valore di oltre 7 mila euro; all’appuntamento con i ricettatori una quarta persona, M.A. cugino di A.S., è riuscito a sottrarsi agli accertamenti, rendendosi irreperibile.

Subito dopo le due perquisizioni, gli agenti operanti , si sono rapidamente diretti a Casavatore dove hanno perquisito l’uccelleria di un uomo  sorpreso ancora una volta privo di licenze e autorizzazioni, dove hanno trovato e salvato oltre 150 cardellini di provenienza illegale, cuccioli di cane e rettili tenuti in assoluta violazione delle norme. L'uomo era stato già denunciato a gennaio, insieme ad altre 4 persone,  nell’operazione “Primula Rossa”, e dunque già sotto inchiesta per gravi reati contro il patrimonio dello Stato e per l’esercizio abusivo di attività commerciale.

I tre trafficanti sono accusati di: ricettazione (giacché la fauna sequestrata quale provento di uccellagione ovvero di furto è patrimonio indisponibile dello Stato), truffa (per aver venduto animali di cattura spacciandoli per nati in cattività), danneggiamento, commercio e detenzione illegale di fauna selvatica protetta a cui si aggiungono anche i delitti di maltrattamento e uccisione di animali.

In merito alle operazioni svolte a Casavatore, gli agenti del Nucleo Operativo di Fare Ambiente presenteranno formale denuncia alla Procura di Napoli nei confronti delle Autorità che avrebbero dovuto vigilare sulla regolarità dell’esercizio commerciale dell’uomo- che per la seconda volta in 11 mesi è stato trovato aperto ed in piena attività nonostante fosse privo di ogni licenza - affinchè la Magistratura individui tutte le altre eventuali responsabilità.

Gli animali sono stati affidati agli agenti di Fare Ambiente che hanno provveduto al loro immediato reinserimento nel proprio habitat naturale dal quale erano stati sottratti.

Il blitz antibracconaggio è stato compiuto con successo a soli nove mesi dall’operazione “Primula Rossa”, eseguita ad Afragola contro il traffico illegale di uccelli protetti gestito dalla camorra; fenomeno, questo, che produce un ingente quantitativo di denaro sporco che sfugge ad ogni tipo di controllo.

Operazioni di repressione di questo tipo, si inseriscono nell'ambito delle attività rivolte alla tutela del patrimonio faunistico e ambientale dello Stato, sempre più presenti sul territorio campano a contrasto della zoomafia

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di Redazione
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