Cronaca / Nera

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Colpo a Polverino e scissionisti, la Procura: Nessuna faida

Blitz contro due clan di camorra, 14 arresti

Pennasilico: "Scontro interno alla cosca, massima allerta"

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Blitz contro due clan di camorra, 14 arresti
18/01/2012, 16:01

NAPOLI - La parola “faida” evoca tempi bui, in cui le strade della periferia nord si trasformarono in una sorta di Far West, con più di 60 morti ammazzati in pochi mesi. Quella che ora si sta combattendo tra Scampia e Melito è una epurazione di alcune pedine fondamentali sullo scacchiere del narcotraffico. Un riposizionamento non gradito a personaggi storici della malavita che avrebbe creato dei contrasti interni agli Amato-Pagano che sarebbero sfociati negli ultimi fatti di sangue. Se ne parla in Procura, e si evita di parlare di faida: poche ore dopo il blitz che ha portato all’arresto di 13 presunti appartenenti alla cosca degli scissionisti la domanda che in molti pongono al procuratore Pennasilico rimanda a quella presunta guerra che ormai campeggia da giorni sulle prime pagine cittadine. “La decapitazione – ragionano in Procura - non significa eliminazione di un clan”: ecco perché c’è uno conflitto su cui indagano gli inquirenti e che potrebbe sfociare in guerra di camorra. "Si e' prospettata in questi gironi una ripresa della faida, evocando un'epoca particolarmente disperata per Napoli, quando tra il 2004 e il 2005 a Scampia si sparava tutti i giorni - dice, a margine dell'incontro per illustrare il blitz che ha portato a 13 arresti proprio nella compagine scissionista del clan Di Lauro - ma non siamo nemmeno vicini a questa parola. Non si tratta di faida. Sono delitti molto preoccupanti, ma appartengono alla riorganizzazione della cosca dovuta a una serie di arresti eccellenti che abbiamo messo a segno, tra i quali quello di Arcangelo Abete, uno dei personaggi di spicco della camorra dell'area Nord". Pennasilico aggiunge che l'interesse della procura sulla zona "non e' mai calato, ma a Scampia e Secondigliano, oltre agli arresti e alla nostra attivita' di prevenzione e repressione, ci vuole ben altro per poter ridare dignita' alla gente".
La ripresa dello spaccio nelle piazze dell’area nord è ormai storia nota: ne parlano anche le gole profonde del clan Polverino che permettono alla Squadra Mobile di Napoli di stringere le manette ai polsi a capipiazza e pusher degli scissionisti. Il clan di Marano, si sa, rifornisce di droga (hashish e marijuana in particolare) i narcos degli Amato-Pagano. E questi poi riforniscono le proprie piazze dello stupefacente da rivendere poi al dettaglio nei quartieri di Scampia, Secondigliano e Melito.
Tra gli arrestati di stamattina all’alba, figurano anche il ras Giuseppe Sorrentino ed altri personaggi legati al gruppo Amato. Tra i destinatari del provvedimento restrittivo c’è anche Raffaele Stanchi: per lui, però, prima della giustizia sarebbe arrivata la sentenza di morte della camorra. Il suo corpo sarebbe stato carbonizzato assieme a quello del suo factotum davanti al cimitero di Melito. ''La brillante operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura e portata a termine stamani dalla squadra mobile della Questura di Napoli con l'esecuzione di 14 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di persone affiliate alle organizzazioni criminali dei Polverino e degli Amato Pagano e' la conferma che lo Stato c'e'. Ed e' in grado di rispondere colpo su colpo alla criminalita' organizzata sostenendo ed incoraggiando in ogni momento la capacita' di reazione di Napoli e della sua societa' civile che anche questa volta ha saputo opporre il proprio rifiuto alla logica della violenza e della sopraffazione''. E' quanto dichiarato dal prefetto di Napoli, Andrea De Martino che ha espresso il proprio compiacimento al termine dell'esecuzione delle ordinanze emanate dalla Direzione distrettuale antimafia. ''Dopo i primi omicidi di Melito abbiamo potenziato il presidio delle Forze di polizia sui territori interessati proprio per far sentire ai cittadini la presenza dello Stato, questi arresti - ha concluso il prefetto - sono il miglior riconoscimento per lo straordinario impegno ed il pregevole lavoro svolto dalle forze dell'ordine, impegno che proseguira' senza sosta e che mi auguro possa portare a breve a nuovi importanti risultati nella lotta alla criminalita' organizzata''.

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di Davide Gambardella
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