Cronaca / Nera

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Quasi 300 militari hanno assediato il rione-ghetto

Blitz nel Bronx, 28 arresti del clan Formicola


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Blitz nel Bronx, 28 arresti del clan Formicola
30/06/2010, 13:06

NAPOLI - Ci sono voluti quasi 300 carabinieri, per tenere sotto controllo ballatoi, portoni, strade e botole. All'alba di oggi i carabinieri del Comando Provinciale di Napoli, dopo le indagini condotte dai militari della tenenza di Cercola e della compagnia di Torre del Greco e coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia partenopea, hanno preso d'assedio il cosiddetto Bronx, il famigerato rione popolare nel quartiere napoletano di San Giovanni a Teduccio, regno del clan camorristico dei Formicola.
Sono finite con le manette ai polsi 28 persone, tra le quali anche quattro donne, risultate attivamente coinvolte nel traffico di stupefacenti e nelle attività di controllo del 'feudo' del clan. Gli arrestati sono ritenuti responsabili di associazione finalizzata al traffico ed allo spaccio di stupefacenti, aggravata dal metodo mafioso. I provvedimenti restrittivi sono stati emessi su richiesta del pm della Dda di Napoli Mariella Di Mauro. Tra i destinatari figura anche il capo del clan Bernardino Formicola, di 33 anni.
Utilizzando intercettazioni ambientali, telefoniche e telecamere, i carabinieri hanno ricostruito le attività illecite del clan all'interno del Bronx, facendo luce su una piazza di spaccio che trattava cocaina, crack, marijuana ed hashish. In 40 giorni sono state accertate ben 870 azioni di spaccio di droga

Altro particolare interessante, il fatto che il clan fosse riuscito a mettere le mani anche sulla gestione degli appartamenti popolari del rione. Le case venivano date agli affiliati meritevoli, anche se questo significava far sloggiare i legittimi assegnatari. Al momento del blitz dei carabinieri avvenuto alle 4 di stamattina, nella zona sono stati trovati anche ragazzini tra i 13 e i 15 che probabilmente svolgevano anch'essi il ruolo di vedette. Nel corso del blitz sono stati rinvenuti 11 proiettili, 65 grammi di marijuana, sostanze per tagliare la droga e una paletta come quella in dotazione alle forze dell'ordine.

Nel corso della conferenza stampa che si è tenuta in procura, il procuratore Lepore ha sottolineato che indagini del genere non si sarebbero potute fare se fosse già in vigore la riforma sulle intercettazioni. Lepore ha inoltre acceso i riflettori sulla necessità che le istituzioni lavorino principalmente sul territorio, per evitare che permangano le condizioni ideali a far attecchire la malavita organizzata. "Non serve a niente limitarsi agli arresti, - ha spiegato, - fin quando quelle zone resteranno uguali, la camorra ci sarà sempre".

Dalle intercettazioni e' emerso che i giovani assoldati per vendere le bustine di stupefacente rimanevano sui ballatoi degli edifici ininterrottamente giorno e notte, a turno, senza potere allontanarsi neppure per i pasti. Una pizzeria gestita da persone vicine al clan provvedeva a consegnare le vettovaglie. Scrive il gip Carlo Alessandro Modestino nell'ordinanza emessa su richiesta del pm Mariella Di Mauro: ''In una sola circostanza gli spacciatori sono autorizzati ad allontanarsi per il tempo strettamente necessario dal posto di lavoro ed e' nel caso in cui vi e' segnalata dalle vedette la presenza di personale delle forze dell'ordine all'interno del quartiere; comunque l'ordine e' chiaro ed incontestabile, l'assenza deve essere ridotta al minimo, per non creare un disservizio alla clientela. Il potere di gestione del personale - scrive ancora il giudice - implica il potere disciplinare e relativo potere sanzionatorio inteso come potere di esclusione dal gruppo dei singoli associati e soprattutto l'autorita' di modificare il ruolo ricoperto dal singolo in caso di sopraggiunte necessita'''. Sempre dalle intercettazioni ''si evince il potere da parte dei promotori di cambiare i turni lavorativi dei soggetti a loro subordinati; al fine di garantire il buon andamento dell'attivita' illecita e quindi ricavarne il maggior profitto dalla stessa. Se un `lavoratore dipendente' si rende responsabile di inadempienze dovute a ritardi sul luogo lavorativo, assenze ingiustificate dallo stesso e/o ancora piu' grave ingiustificate mancanze a fine turno lavorativo di sostanza stupefacente e/o denaro, l'organizzazione interviene immediatamente con forza verso il singolo soggetto''. Nel clan vige inoltre ''la disposizione tassativa che ad ogni turno di vendita deve essere abbinato un turno di vigilanza, in modo tale da evitare inutili perdite di uomini (arresti) e di stupefacente (sequestri). I numerosi servizi di appostamento da parte della polizia giudiziaria hanno chiaramente dimostrato che e' quasi impossibile entrare nell' area del lotto delle palazzine popolari, ubicate alla via Taverna del Ferro - Bronx -, senza essere notati o bloccati. Decine di giovani fiancheggiatori, a bordo di motocicli si aggirano continuamente per l'area in questione, fermando autovetture e persone non a loro conosciute, scortando le stesse, anche solo dopo un breve transito nel quartiere, per alcune centinaia di metri.- Benche' le palazzine siano fatiscenti, i cancelli in ferro posti all' ingresso degli edifici rimangono obbligatoriamente chiusi con le serrature perfettamente funzionanti e con periodica manutenzione; dai piani superiori, ogni qual volta si intuisce che personale delle forze di polizia entra nel quartiere, si ode chiaramente qualcuno gridare il segno convenzionale: Antonella''.

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di Nico Falco
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