Cronaca / Nera

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Napoli. Preso Oscar Pecorelli, braccio destro del referente

Blitz notturno, in arresto 15 affiliati del clan Lo Russo


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Blitz notturno, in arresto 15 affiliati del clan Lo Russo
05/05/2010, 12:05

NAPOLI – I carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli hanno dato esecuzione, nel corso della notte, a 17 ordinanze di custodia nei confronti di altrettante persone ritenute affiliate al clan camorristico dei “Lo Russo”, attivo in diversi quartieri di Napoli ed alleato col gruppo degli Scissionisti di Secondigliano. Gli arrestati, per il momento 15, sono destinatari di una ordinanza emessa dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea per per associazione per delinquere di tipo mafioso, traffico e spaccio di stupefacenti e detenzione e porto illegale di armi.
L’indagine, sviluppata attraverso intercettazioni ambientali e telefoniche e con riscontri a dichiarazioni di numerosi collaboratori di giustizia, ha permesso ai carabinieri di ricostruire parte dell’organico del clan Lo Russo, inquadrando i compiti e le responsabilità di ognuno degli arrestati nella gerarchia del sodalizio criminale. Dagli accertamenti sono inoltre emerse le mire espansionistiche del clan Lo Russo: gli inquirenti hanno appurato che il sodalizio criminale stava cercando di mettere le mani sul rione Sanità, mediante un’alleanza con il clan “Misso”.
Tra gli arrestati del blitz di questa notte figura anche Oscar Pecorelli, braccio destro del referente del clan. Si rifugiava in un appartamentino ricavato sul tetto di un edificio di Miano, protetto da una telecamera. Sul muro adiacente all’ingresso, una scritta a pennarello eloquente: “Miano boss”. Pecorelli, insieme ad un altro arrestato, probabilmente aveva scelto quella sorta di attico credendo di essere al sicuro. All’interno, tutte le comodità: stereo, televisione, persino un vecchio juke box nel piccolo salotto. Non mancava nemmeno lo champagne, mentre sul mobiletto della stanza da letto erano disposti, in fila, profumi di varie fragranze. Negli armadi e nei mobili, vestiti dappertutto. Scarpe, maglie, camicie: tutto rigorosamente di marca, e tutto rigorosamente contraffatto.
Arrestato dai carabinieri, inoltre, anche colui che è considerato l’attuale reggente del clan Lo Russo: si tratta di Antonio Lo Russo, 29 anni, figlio del boss Salvatore, attualmente detenuto. Tra i personaggi di vertice, oltre ad Oscar Pecorelli, fermato anche Bruno Taglialatela. Destinatari di un secondo provvedimento cautelare anche lo stesso Salvatore Lo Russo e Raffaele Perfetto, entrambi in carcere.

Il clan Lo Russo, detto "dei capitoni", era un tempo confederato con l’Alleanza di Secondigliano ed uscì vittorioso dagli scontri armati col clan Stabile, avvenuti negli ultimi anni nelle zone di Miano, Chiaiano, Piscinola, Marianella. Secondo la Dda, il clan ha conseguito una piena egemonia estesasi fino al quartiere napoletano di Capodimonte.
Nel corso delle operazioni sono stati sequestrati anche immobili: quattro appartamenti, una villa residenziale, due società immobiliari e due alberghi a Faenza, una rivendita di giornali, ma anche una società di panificazione, vendita e produzione di prodotti farinacei e di gastronomia, autovetture, nove conti correnti, 1000 azioni della Banca Popolare di Puglia e Basilicata e una polizza assicurativa per un valore complessivo stimato in circa 40 milioni di euro.


(In foto: l'arresto di Salvatore Lo Russo, capo del clan omonimo, il 18 agosto 2007)

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di Nico Falco
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