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Bloccata pericolosa babygang che ha cercato di investire un poliziotto


Bloccata pericolosa babygang che ha cercato di investire un poliziotto
17/01/2013, 13:34

Hanno 13, 15 e 16 anni, ma non si sono fatti scrupolo di trascinare per centinaia di metri un agente di polizia che si era aggrappato alla minicar su cui viaggiavano, nel tentativo di bloccarne la fuga.

         Le indagini del Commissariato di Polizia “Vasto-Arenaccia” hanno preso le mosse da una recrudescenza del fenomeno delle rapine in danno di passanti e di esercizi commerciali al Centro Direzionale, in Piazza Nazionale, al Corso Garibaldi e nelle strade adiacenti, corroborate da alcuni esposti anonimi che indicavano quali autori delle rapine una banda di giovanissimi senza scrupoli.

         L’attività investigativa della polizia ha consentito di individuare in brevissimo tempo il più giovane della banda, M.C., 13 anni, residente al Borgo Sant’Antonio Abate, quale sicuro autore di una rapina avvenuta giorni addietro al Centro Direzionale.

          E proprio ieri sera, verso le 19,30, una pattuglia del Commissariato “Vasto” ha incrociato una minicar in via Ettore Bellini, alla guida della quale vi era proprio M.C., in compagnia di atri due minori.

         Quando gli agenti hanno intimato l’alt, il 13enne ha ingranato la retromarcia ed è fuggito lungo Corso Garibaldi ad alta velocità, imboccando via Ponte di Casanova e poi via Benevento. Qui, giunti all’incrocio con via Bellini, poiché la strada era parzialmente ostruita da alcune autovetture in sosta, M.C. ha abbandonato l’autovettura ed è scappato verso via Arenaccia, inseguito a piedi da un poliziotto.

         Il fuggiasco, sentendosi quasi raggiunto, ha richiamato l’attenzione di un gruppo di coetanei che si trovavano all’esterno di una sala giochi, i quali, mettendosi alla guida di alcuni ciclomotori, hanno superato il poliziotto e agevolato la fuga del minore, facendolo salire a bordo di uno degli scooter.

         Nel frattempo, un altro agente, ha cercato di bloccare gli altri due occupanti della minicar, tenendo fermo attraverso il finestrino quello seduto al lato passeggero, D.G., 16 anni; ma l’altro, T.D., 15enne, si è messo alla guida del veicolo ed è ripartito a forte velocità, trascinando il poliziotto lungo tutta via Bellini. Anzi, durante la corsa, T.D. ha sterzato più volte a destra, facendo urtare il poliziotto contro le auto in corsa. Inoltre, nel corso della fuga, D.G. ha bloccato il braccio del poliziotto chiudendo il finestrino, incitando il complice con frasi del tipo: “Accirimmola ‘sta guardia!” (“Uccidiamolo questo poliziotto!”).

         Per fortuna, la presenza in strada di alcuni autobus ha costretto la minicar a fermarsi, all’incrocio tra Corso Garibaldi e Piazza Volturno. Ma, mentre G.D. è stato subito bloccato, il 15enne non si è dato per vinto ed è scappato nuovamente a piedi, facendo perdere momentaneamente le proprie tracce.

         All’interno del veicolo, risultato provento di una rapina avvenuta lo scorso 12 gennaio, i poliziotti hanno rinvenuto un coltello a serramanico, debitamente sequestrato, mentre la vettura è stata restituita al legittimo proprietario.

         Successivamente, gli agenti si sono recati a casa di T.D. dove il minore ha tentato ancora una volta di darsi alla fuga, ma stavolta senza esito. In casa, la polizia ha rinvenuto tre passamontagna ed un altro coltello a scatto.

         Il 15enne e il 16enne sono stati quindi tratti in arresto per tentato omicidio nei confronti del poliziotto (che, fortunatamente, ha riportato lesioni non gravi), ricettazione dell’autovettura, detenzione e porto di armi da taglio; mentre il 13enne, pure rintracciato nella sua abitazione al Borgo S. Antonio Abate, dopo le formalità di rito è stato riaffidato ai genitori in quanto non imputabile.

         Ma le indagini della polizia non si fermano qui. Gli operatori del Commissariato “Vasto-Arenaccia”, alla luce degli elementi raccolti (coltelli, passamontagna, ecc.) ritengono che l’agguerrito terzetto possa essere autore di altre rapine avvenute nella zona e per questo si appellano alle vittime di reati predatori a collaborare con la polizia.

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di Redazione
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