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L’arma: “le segnaleremo al Fisco”

Bologna, censimento per le prostitute sui viali


Bologna, censimento per le prostitute sui viali
11/01/2012, 18:01

BOLOGNA – Per tre mesi i carabinieri della compagnia Bologna centro ed i colleghi della radiomobile hanno battuto i viali per censire le prostitute “bolognesi”. Le domande sono stampate su un modulo consegnato ai singoli carabinieri impegnati nei controlli. Alquanto inequivocabile il titolo del modulo: “annotazione di servizio relativa alle attività d’indagine volte al contrasto del fenomeno della prostituzione su strada». Una sorta di questionario sul sesso a pagamento. Così, le prostitute si sono ritrovate a dover dichiarare  le loro generalità e a rispondere a domande sul guadagno giornaliero, sul compenso medio per prestazione, se sono sfruttate e sul costo dell’affitto.
Quest’iniziativa è partita alla fine dell’estate, su input del comando provinciale ma è presto finita nel mirino di associazioni e comitati impegnati nella tutela delle meretrici. Secondo il loro punto di vista infatti questa schedatura è vietata dalla legge Merlin del ’58 che non consente alle forze di polizia di registrare in modo diretto o indiretto chi esercita la professione più antica del mondo. L’Arma però si difende: “Non è un questionario, nessuna schedatura, è un modulo che serve per capire chi sono le prostitute, in che condizioni vivono, se pagano affitti regolari e quanto guadagnano. I dati verranno poi girati all’Agenzia delle Entrate per le verifiche fiscali”.
Un modo “pioneristico” per “contrastare un fenomeno che crea disagi e degrado soprattutto sui viali”, fanno sapere dal comando di via dei Bersaglieri. I controlli su strada non si sono fermati solo al questionario. Nel corso dei servizi sono state fotosegnalate e denunciate una trentina di ragazze: c’è chi ha fornito false generalità, chi si è fatta pizzicare in atteggiamenti osceni e chi era poco vestita per stare sulla pubblica via. Spesso poi per verificare l’esatta corrispondenza tra la residenza dichiarata e quella effettiva sono stati fatti ripetuti controlli nelle abitazioni. “Sono state fotosegnalate solo le prostitute che hanno commesso reati, le altre sono state solo identificate — puntualizza l’Arma —. I controlli nelle case, spesso bugigattoli fatiscenti e pericolosi, sono stati fatti col consenso delle ragazze e senza alcuna arbitrarietà. Tutto si è svolto nel rispetto delle norme”.
Fin dal suo insediamento al comando provinciale, il colonnello Alfonso Manzo ha dedicato molte energie al contrasto della prostituzione in strada, un fenomeno molto diffuso, per di più a ridosso del centro, da sempre oggetto di segnalazioni e proteste. Ma il questionario e i successivi controlli hanno fatto storcere il naso a più di un carabiniere e innescato le proteste delle lucciole.

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di Erika Noschese
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