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Peculato e truffa aggravata i reati per l'ex sindaco

Bologna: Del Bono rinviato a giudizio per il "Cinzia gate"


Bologna: Del Bono rinviato a giudizio per il 'Cinzia gate'
27/05/2010, 21:05

BOLOGNA - Peculato e truffa aggravata sono le ipotesi formulate dal pm Morena Plazzi nei confronti di Claudio Del Bono l’ex sindaco di Bologna travolto dallo scandalo del “Cinzia Gate”. Ora il rinvio a giudizio per l’ex primo cittadino sembra inevitabile. Il PM ha anche contestato a Del Bono, uscito di scena a fine gennaio, le ipotesi di intralcio alla giustizia e induzione a rilasciare false dichiarazioni, per via delle pressioni e offerte fatte, secondo l'accusa, alla sua ex segretaria e compagna Cinzia Cracchi perché tacesse.
Si conclude così il primo filone d'inchiesta del "Cinzia-gate",
lo scandalo deflagrato all'ombra delle Due Torri che ha consegnato la città emiliana, per la prima volta nella sua storia, al purgatorio del commissariamento. Ad accendere la miccia è stato nell'estate del 2009, in piena campagna elettorale, l'altro candididato a sindaco - l'imprenditore ed ex patron del Motor Show, Alfredo Cazzola – con un'accusa al curaro: <<A Flavio Delbono porto i saluti della signora Cinzia, sua ex fidanzata, che molto ha da dire sulla sua moralità>>. La "soffiata" partì dell'allora segretaria e compagna di Delbono, Cinzia Cracchi, che dopo un litigio e la separazione, era stata spostata suo malgrado dalla Regione alla società partecipata Cup 2000 (il Centro di prenotazioni sanitarie unificato). All'inizio parve una vendetta consumata in campagna elettorale, ma, con il tempo, l'accusa prese spessore e diede via a indagini che - dopo una prima richiesta di archiviazione respinta dal Gip e successive indagini condotte da un nuovo pubblico ministero – sono arrivate alla richiesta di rinvio a giudizio su cui ora dovrà decidere il Gup.
In questa prima fase, l'accusa della Procura a Delbono è quella di aver speso indebitamente circa 21mila euro
avuti come rimborso spese (non dovuto) per viaggi in Italia e all'estero ai quali hanno partecipato prima Cinzia Cracchi, all'epoca sua compagna oltre che sua segretaria e poi Stefania Barresi, sua successiva fidanzata. Il tutto fra il 2004 e il 2008 quando Delbono era vicepresidente della regione Emilia-Romagna. Da una parte ci sono quindi spese di rappresentanza non dovute (peculato), ma dall'altra sono contestati rimborsi di indennità di missioni e spese per viaggi che di istituzionale non avevano nulla (truffa aggravata).
Oltre all'ex sindaco, è arrivata la richiesta di rinvio a giudizio anche per la sua "fedelissima": l'ex assessore comunale al Welfare, Luisa Lazzaroni, per la quale il pm Plazzi chiede il processo per i reati di induzione a rendere false dichiarazioni e intralcio alla giustizia (di cui é accusata in concorso con Delbono per aver tentato di rabbonire Cinzia Cracchi con il progetto di un ufficio Cup in Comune).
Prosegue invece l'attività sull'altro filone d'inchiesta,
che vede Delbono nel mirino del Pm per i suoi rapporti con alcuni imprenditori locali e con Mirko Divani, suo amico, consulente del Cup 2000 e intestatario del bancomat che Delbono affidò a Cinzia per anni. Su quel bancomat sono ancora in corso le indagini per capire se fosse la contropartita di appalti per l'informatizzazione della sanità regionale.
 

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di Mario Aurilia
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