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Parte la campagna: “Una casa per la famiglia K”

Bologna: Piazza Grande, 4 bambini accolti in dormitorio


Bologna: Piazza Grande, 4 bambini accolti in dormitorio
19/12/2012, 21:51

BOLOGNA – “Il 4 dicembre 2012, per la prima volta a Bologna, dei bambini hanno dormito in un dormitorio per l'emergenza fredd”. Lo riferisce l'associazione Amici di Piazza Grande, da sempre in prima linea per i senza tetto e che ha deciso di lanciare la campagna di raccolta fondi intitolata “Una casa per la famiglia K”. L'obiettivo è raccogliere 6 mila euro per garantire l'affitto di una casa alla famiglia senza dimora che ha portato i piccoli nel dormitorio, pur di sottrarli al gelo. “L'iniziativa - spiega Piazza Grande in una nota - si lega a un problema emergente nel territorio bolognese, quello della diffusione di condizioni di povertà estrema anche tra i nuclei familiari di lavoratori e delle conseguenti difficoltà di accoglienza nelle strutture esistenti”. La storia della famiglia K è una di queste. Il padre è arrivato in Italia 4 anni fa. Dopo le prime difficoltà, è riuscito a trovare un lavoro stabile e una casa in cui vivere con la sua famiglia, moglie e 4 figli, arrivati apposta a Bologna. Tutto sembrava andare bene, finché il ristorante dove lavorava è fallito, riferisce l'associazione che si è occupata del caso. Dopo alcuni mesi la “famiglia K” ha dovuto lasciare la casa in cui viveva in affitto. Per qualche tempo ha trovato ospitalità da un parente. Quando, anche questa è venuta meno, si è dovuta arrangiare: per 2 mesi il nucleo ha vissuto in un parco della città. Ad ottobre, con l'intervento dei servizi sociali, la madre e i figli sono stati accolti in un albergo di Bologna, mentre il padre ha continuato a dormire per strada. Il 4 dicembre sono entrati tutti nel dormitorio per l'emergenza freddo. La campagna per dare loro un tetto è parte del progetto di Piazza Grande “Tutti a casa”, che ha come obiettivo quello di fornire una casa a ogni persona senza dimora. “I casi come quello della famiglia K sono sempre più frequenti e le possibilità di accoglienza che vadano oltre il dormitorio sono molto rare” prosegue il presidente dell'associazione Leonardo Tancredi, rimarcando che “la casa è un diritto di tutti e nessuno oggi sceglie di dormire su un cartone; non solo, il costo procapite per un dormitorio è più alto di quello di affitto di un appartamento”. “Una casa è l'unico modo per migliorare davvero le condizioni di vita delle persone senza dimora, favorire il percorso di reinserimento sociale e di recupero della piena cittadinanza” conclude Tancredi. 

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di Valerio Esca
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