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Tifosi bolognesi aggrediti in curva San Luca da ultras gobbi

Bologna: quando la tessera del tifoso favorisce i violenti


Bologna: quando la tessera del tifoso favorisce i violenti
27/10/2010, 20:10

BOLOGNA - Proprio ieri, il ministro Roberto Maroni, sbandierava con orgoglio e spavalderia cifre e percentuali che avrebbero dovuto testimoniare l'assoluta efficacia della tanto contestata tessera del tifoso. Probabilmente, però, al leghista non è arrivata voce dei tefferugli e delle aggressioni subite da alcuni pacifici tifosi bolognesi poco prima del match Bologna-Juventus.
Come riporta anche il Corriere di Bologna, infatti, alcuni ultras juventini dei gruppi più virulenti (Drughi, Vikings ecc...) sforniti della fatidica tessera, non riuscendo ad entrare regolarmente nella zona blindata dello stadio che è solitamente riservata agli ospiti, si sono posizionati direttamente in curva San Luca, dove, ogni domenica, i supporters rossoblu trovano regolare sistemazione. 
L'anomalia, causata dalla caotica fusione di tifoserie avverse, ha generato fin da subito scontri e tafferugli non particolarmente violenti che, però, hanno costretto diverse persone a subire alcune contusioni e a vivere alcuni minuti di paura. Radio e tv locali, a distanza di qualche giorno dall'accaduto, hanno così raccolto le testimonianze di alcuni tifosi bolognesi che hanno rischiato di essere coinvolti in una pericolosa rissa contro gruppi ultras:"Ci siamo presentati regolarmente all’ingresso della curva San Luca, con il biglietto nominale in quel settore. Eravamo in tutto una decina di persone - ha raccontato un sostenitore rossoblu - ma non un gruppo che si recava assieme allo stadio. Ci hanno perquisito, e ci hanno fatto entrare. Una volta dentro, abbiamo subito capito che la parte di curva a noi riservata era occupata da moltissimi tifosi della Juve. Solo quando oramai eravamo sui gradoni ci siamo resi conto che non si trattava dei tifosi "normali". (...) In poco tempo ci siamo trovati addosso queste persone e sono volati calci e schiaffi, con noi c’era se non sbaglio anche un papà con suo figlio. Qualcuno è rimasto contuso. Chiaramente non siamo rimasti sorpresi da questo, nella legge ultrà non si entra in una curva rivale con le sciarpe della propria squadra, il problema è che non sapevamo che lì c’erano gli ultras juventini. (...) Perché allora gli steward ci hanno fatti entrare?".
Un altro tifoso, poi, racconta di una vera e propria aggressione:"Vedendo la presenza di ultras bianconeri, a disagio ci spostiamo vicino ai distinti dove siamo stati "rincorsi" dagli juventini che ci volevano menare. Scappavano anche gli steward (infatti è entrata in azione la polizia, ndr). Un tizio a volto coperto mi si è attaccato al collo con altri due che gli davano una mano: mi hanno rotto cellulare, occhiali, strappato il cappuccio della giacca e ho preso un pugno di striscio. Intanto c’erano altri accerchiamenti... Perché non è stata garantita la nostra sicurezza?".
A confermare gli effetti nefasti provocati dall'introduzione della tessera, è anche il direttore gestionale del Bologna, Pier Giovanni Ricci:"Queste purtroppo sono le conseguenze negative della Tessera del tifoso. Dispiace - sostiene infatti Ricci - per quanto successo, ma non incolperei più di tanto gli steward che fanno davvero quello che possono. Stiamo sperimentando la Tessera del tifoso e per ora ci sono solo dei "contro" e non dei "pro". Anche stamani abbiamo fatto una riunione in Questura per capire come e dove migliorare, anche per evitare situazione imbarazzanti come quella di domenica. Noi facciamo di tutto per garantire la sicurezza. Gestire situazioni così, che potrebbero verificarsi di nuovo quando arrivano squadre con molti tifosi, è difficile. Per questo insieme ad altre società, che lamentano gli stessi problemi, auspichiamo quanto prima un incontro con tutti".
E la risposta ai commenti trionfanti del ministro dell'Interno che, riferito alla nuove presunte misure di sicurezza, sventolava la bandiera del successo assoluto? Ricci è secco ed eloquente:"Non so. Io dico: meno politica, più operatività"

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di Germano Milite
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