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L'ultimatum scade venerdì alle 12

Bologna: ricercatori licenziati se scioperano contro la Gelmini


Bologna: ricercatori licenziati se scioperano contro la Gelmini
14/09/2010, 15:09

BOLOGNA - I ricercatori bolognesi hanno avuto la risposta che chiedevano dalle università, anche se non è una risposta soddisfacente: o rinunciano alla protesta che hanno organizzato per l'inizio delle lezioni oppure verranno fatti bandi urgenti per l'assunzione di precari. Questa la conseguenza di un braccio di ferro che va avanti dallo scorso luglio. Alla base una abitudine che c'è nelle università italiane: data la carenza di insegnanti, spesso le lezioni vengono tenute da ricercatori o assistenti, che però agiscono a titolo gratuito. Ma a Bologna hanno deciso che da quest'anno non faranno più questo lavoro supplementare, per protestare contro le norme del Ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini che non prevedono per loro alcuna retribuzione. Per questo il Senato Accademico ha deciso di provvedere: entro venerdì alle ore 12, i ricercatori che intendono fare lezione, dovranno comunicarlo al Senato; chi non lo farà o dirà di no, verrà sostituiti da altri docenti precari. I fondi per questi nuovi insegnanti (che per quanto precari vanno pagati) devono essere trovati, ma non si sa ancora se a livello centrale oppure se toccherà ad ogni singola facoltà occuparsene.
Resta l'atto gravissimo, di risolvere la protesta allontanando chi manifesta e non aggredendo il problema di base. Un atto contro cui c'è la protesta dei ricercatori, che adesso temono l'adesione coatta, per non rischiare di buttare a mare i contratti precari che, come ricercatori, sono riusciti ad avere.

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di Antonio Rispoli
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