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Bologna: scarcerato boss per motivi di salute


Bologna: scarcerato boss per motivi di salute
12/12/2009, 17:12

Polemiche perla decisione del tribunale di sorveglianza di Bologna di concedere gli arresti domiciliari a Gerlado Alberti Junior, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Graziella Campagna, la ragazza di 17 anni uccisa nel messinese il 12 dicembre del 1985.

La scelta del Tribunale di Bologna è stata presa dopo aver letto la cartella clinica del boss, che attesta la presenza di gravi patologie, ‘con tumori maligni e benigni’.

Alberti puo' lasciare gli arresti domiciliari solo scortato e per motivi di terapia; e puo' vedere solo la moglie e i figli. Gli arresti domiciliari gli sono stati concessi per un periodo di otto mesi, "in luogo del differimento della pena".

Il presidente del Tribunale, Francesco Maisto, spiega che questa decisione è stata presa a causa di una richiesta specifica e ufficiale fatta dal carcere di Parma, dovuta alle gravi condizioni di salute del detenuto.

Maisto ha sostenuto a tal proposito che "se la gente muore in carcere, poi si dice che il giudice sbaglia". Nessun comento dal magistrato a proposito della verifica disposta dal Guardasigilli Alfano per accertare la regolarita' della decisione. "Non mi stupisce - si e' limitato a dire il giudice - e' nei poteri del Ministro".

Fabio Repici, legale della famiglia Campagna, ha dichiarato: "è uno scandalo: gli arresti domiciliari concessi a 8 mesi da una sentenza passata in giudicato: per questo c'e' solo sgomento per una giustizia che davanti ai potenti e' servile. Imputati condannati per omicidi che per 24 anni hanno osservato il silenzio sulle protezioni di Stato cui hanno goduto" - aggiunge il legale - "oggi cominciano a ottenere i benefici sui silenzi con cui hanno protetto sulle loro responsabilita' criminali personaggi appartenenti allo Stato, oltre, naturalmente, a tutto il potere mafioso che continua a comandare da queste parti".

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di Redazione
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