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BOLOGNA; SGOMINATA BANDA CHE FAVORIVA IMMIGRAZIONE CLANDESTINA: A CAPO IL 'PRESIDENTE' ASIF RAZA


BOLOGNA; SGOMINATA BANDA CHE FAVORIVA IMMIGRAZIONE CLANDESTINA: A CAPO IL 'PRESIDENTE' ASIF RAZA
27/01/2009, 17:01

Favorivano l’ingresso di immigrati in Italia, facendosi pagare profumatamente, col miraggio di un lavoro inesistente. Il Gico della Guardia di Finanza di Bologna, in seguito alle indagini coordinate dai pm Lucia Musti della Direzione Distrettuale Antimafia, ha individuato sedici persone come coinvolte a vario titolo nel favoreggiamento all’ingresso e alla permanenza in Italia di cittadini pakistani, provvedendo con undici denunce e cinque arresti. A capo della banda, il trentaseienne Asif Raza (nella foto), eletto nel 2008 presidente del Consiglio Provinciale cittadini stranieri di Bologna e segretario dell'Associazione Pachistana in Italia, che si avvaleva della collaborazione, a livello nazionale, di altre otto immigrati dislocati tra la province di Bologna, Modena e Napoli, tutti denunciati per violazioni alle norme sull'immigrazione. Punto di appoggio in Pakistan erano due parenti di Raza, che si occupavano di reclutare gli immigrati che volevano venire in Italia con il miraggio di un lavoro e ad indirizzarli verso l’organizzazione. Dopo aver incassato il denaro, si intende. Le cifre richieste, giustificate come spese per viaggio, attività di intermediazione nella ricerca dell’azienda e presentazione delle richieste di assunzione, variavano tra gli ottomila ed i quindicimila euro a persona. L’operazione ha portato alla luce un centinaio di casi, ma i finanzieri sospettano che molti altri stranieri siano finiti nelle grinfie del manipolo. L'indagine è scaturita da un'altra inchiesta , denominata "Just married" che portò nel febbraio 2008 all'arresto di altri 5 pachistani e di un italiano: in qual caso, per i personaggi stranieri di maggior considerazione, si "vendevano" matrimoni con italiane. L'arresto di Raza, figura molto nota e stimata a Bologna - era in Italia dal 94 - ha destato sorpresa e sconcerto. Braccio destro di Asif Raza, il connazionale Mihazam Shabir Rana, anche lui residente a Bologna, mentre il terminale dell'organizzazione era Hamed Kan, residente a Napoli e titolare con la moglie di un'agenzia di disbrigo pratiche: era quest'ultimo a inoltrare presso la prefettura partenopea le pratiche per l'ottenimento del permesso di soggiorno e a tenere i relativi contatti per un lavoro con le aziende, sempre del napoletano. Il lavoro, però, arrivava per i più fortunati solo per qualche giorno, per gli altri restava un miraggio, così come il permesso di soggiorno.
 

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di Nico Falco
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