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Possedeva una villa ed un conto di 250mila euro

Bolzano, clochard morto possedeva cospicua eredità


Bolzano, clochard morto possedeva cospicua eredità
29/12/2011, 20:12

BOLZANO – È morto solo tra le vie deserte del centro di Bolzano la notte di Natale a causa della fiammella di un fuoco acceso con pochi cartoni il clochard conosciuto come Hans Cassonetto a causa della sua specialità di cercare tra i cassonetti ciò che gli serviva per sopravvivere.
A Bolzano tutti lo conoscevano e lo ricordano per la sua statura minuta e i suoi vestiti di stracci.
Ora che è morto è venuta a galla la sua storia: il suo vero nome era Giovanni Valentin, classe ’45. Fin da ragazzo mostra la sua voglia di libertà così ben presto decide di lasciare la famiglia e di andare a vivere da solo, per strada. Durante tutta la sua vita da clochard, non ha mai chiesto l’elemosina ma spesso vi era qualcuno che si avvicinava a lui offrendogli una sigaretta o lasciandogli 5 euro e lui ringraziava prima di tornare a girare per i cassonetti alla ricerca di qualcosa da mangiare. La sera, quando il freddo diventava pungente, accendeva qualche cartone per potersi riscaldare ma abitanti del luogo avevano spesso denunciato l’accaduto per paura che l’atteggiamento di Hans potesse provocare qualche incendio.
Dopo la sua morte, è venuta a galla anche la storia dell’eredità: pare infatti che nel lontano 1999, la madre – in punto di morte - chiese ad una cugina di andare a cercare il figlio divenuto un clochard per dirgli dell’eredità che gli spettava ossia una villa, un terreno, un bosco e dei soldi, il cui ammontare era circa 250 mila euro.
La cugina - insieme ad un’amica di famiglia – parte subito alla ricerca dell’uomo e lo trova nei pressi dei giardini della stazione di Bolzano.
Così, gli racconta della morte della madre e dell’eredità che gli spetta ma nonostante questo lui rifiuta tutto dicendo che andrà sulla tomba della madre a portare un fiore ma per il resto lui era felice e libero. Non avrebbe chiesto mai nulla a nessuno, perché lui aveva già tutto.  "Hans - racconta la donna - diceva che solo così poteva sentirsi libero". I soldi rimasti serviranno a pagare il suo funerale. Per la ingente somma che rimarrà, la cugina propone: "Sarebbe giusto donare una parte di quel danaro alle associazioni che si occupano dei senzatetto".

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di Erika Noschese
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