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L'appello dell'assessore Scotto

Bombe velenose a Capo Miseno. Attenzione agli allarmismi


Bombe velenose a Capo Miseno. Attenzione agli allarmismi
06/07/2010, 15:07

BACOLI -  Da alcuni giorni gira voce sulla presenza di ordigni tossici nel Golfo di Napoli. Ci sarebbero migliaia di bombe con gas iprite, un gas chimico, sui fondali a largo di Capo Miseno. L’allarme parte dalla Puglia, da Molfetta, dove si contano 20mila residui bellici.
Bombe lasciate dagli “alleati” nel ‘46 e che hanno contaminato 232 marinai, uccidendone cinque. Solo l’ex vice presidente del Consiglio Tatarella si interessò della questione e nel ‘94 sottopose il caso agli Usa chiedendo una bonifica. Per l’Arpac intervento è complicato e rischioso. Per il momento le uniche bombe dannose per la salute sono state trovate a Molfetta.  Luigi Alcaro, tecnico dell’Icram ha spiegato : «Secondo la marina militarestatunitense il deposito più grande è nel Golfo napoletanto». Ezio Amato, responsabile dell’Ispra ha precisato:  «Il gas causa danni genetici veri e propri. Le conseguenze più gravi non sono immediate, quelle più subdole colpiscono a lungo termine».
L’assessore all’ambiente, del comune di Bacoli, di cui fa parte Capo Miseno, ha precisato: “Cerchiamo di non creare allarmismi senza avere prove certe. L’Arpac potrebbe affrontare il problema, con analisi del sottofondo e verificare l’effettiva esistenza- ha continuato il dottor Giuseppe Scotto di Vetta- dei residui bellici. In caso di presenza di deve procedere con l’intervento di bonifica. Ma n questo momento non sappiamo se è vero o meno. In tutti questi anni non si conoscono casi di malattie o lacerazioni come quelle che determina normalmente l’iprite, su coloro che si sono immersi nelle acque di Miseno. Forse prima di gridare aiuto si dovrebbe avere contezza dei fatti”

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di Elisabetta Froncillo
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