Cronaca / Giudiziaria

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Ambiente, un danno all’erario da 43mln di euro

Bonifiche: Citazione in giudizio per Bassolino


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Bonifiche: Citazione in giudizio per Bassolino
25/10/2012, 13:15

NAPOLI -  Un danno all'Erario nel settore delle bonifiche ambientali per oltre 43 milioni di euro. Questo quanto accertato dalla Guardia di Finanza di Napoli su mandato della Procura della Corte dei Conti per la Campania. Sul versante dell’ inchiesta che riguarda la progettazione e l'esecuzione degli interventi di messa in sicurezza, bonifica e ripristino ambientale dei siti del litorale domitio flegreo e dell'agro aversano, sono 17 le persone citate in giudizio, tra cui l’ex ministro dell'Ambiente, Willer Bordon, l'ex sottosegretario al Lavoro, Raffaele Morese e l'ex governatore della Campania ed ex commissario straordinario per l'emergenza rifiuti, Antonio Bassolino. L'operazione della Guardia di Finanza, denominata 'NIMBY' ha fatto luce su vicende controverse che riguardano lo spreco di danaro pubblico nel settore delle bonifiche ambientali agli inizi del 2000. Gli accertamenti condotti dai militari del Gruppo Tutela Spesa Pubblica hanno ricostruito in dettaglio la complessa vicenda riferita ad un contratto stipulato nel 2002 tra la società Jacorossi Imprese Spa, la Regione Campania ed il commissariato di Governo per l'Emergenza Bonifiche e la Tutela delle Acque della Regione Campania per la realizzazione del progetto denominato 'piano per la gestione degli interventi di bonifica e rinaturalizzazione dei siti inquinati del litorale Domizio Flegreo ed Agro Aversano'.  Al termine delle verifiche condotte dai militari delle Fiamme Gialle, il vice procuratore generale della Corte dei Conti Pierpaolo Grasso, rilevato che l'affidamento dell'appalto, secondo quanto evidenzia la Guardia di Finanza, "era intervenuto non solo senza gara pubblica ed in assenza della prevista certificazione Soa - necessaria a comprovare la capacità tecnica ed economica dell'impresa per l'esecuzione dell'appalto pubblico - ma anche in spregio dei vari pareri negativi espressi dai competenti uffici ministeriali e dall'Anpa, l’Agenzia Nazionale per la Protezione dell'Ambiente, che avevano sin da subito evidenziato come il progetto presentato dalla Jacorossi fosse carente di numerose informazioni necessarie per un'adeguata valutazione dell'opera da realizzare". "Pur in presenza di questa irregolarità alla Jacorossi - si sottolinea - è stato comunque affidato l'appalto - del valore complessivo di oltre 117 milioni di euro, compreso l'impiego di 380 lavoratori socialmente utili".

 

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di Rosario Lavorgna
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