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La protesta della leader radicale che minaccia di ritirarsi

Bonino:"Siamo discriminati, pronto sciopero di fame e sete"


Bonino:'Siamo discriminati, pronto sciopero di fame e sete'
22/02/2010, 19:02

ROMA - Emma Bonino è decisa a riproporre quello che oramai può definirsi un "must" per quanto riguarda le radicali proteste dei radicali. Da Roma arriva infatti conferma che, la candidata nella regione Lazio per il centrosinistra, è pronta ad iniziare con i suoi colleghi di partito l'ennesimo sciopero della fame e della sete.
Motivo? Le presunte operazioni di "sabotaggio nella raccolta firme e di oscuramento dalle reti rai". La Bonino minaccia addirittura di ritirarsi dalla corsa alle prossime regionali se il governo non interverrà con decisione per porre fine alla "strage di legalità degli ultimi 8 mesi". Durante una conferenza stampa discussa in compagnia del radicale candidato per la Lombardia Marco Cappato, l'alleata di Pier Luigi Bersani ha chiarito i motivi della sua rabbia: "Ho posto il problema della legalità e del processo democratico, a partire dalla Rai, fino ai comuni e ai 300mila autenticatori delle firme che non rispettano quanto previsto dalla legge 43 del 1995".
"Abbiamo inviato a nostre spese a tutti i Comuni le liste e i moduli di raccolta firme
- si legge sul Corriere della Sera.- A oggi quasi nessuno degli 8mila Comuni italiani grandi e piccoli ha pensato di adempiere all'articolo 4 della legge 43. In parecchie Regioni, solo pochissime delle 300mila persone tra consiglieri, assessori, sindaci che possono autenticare le firme, ha pensato di ottemperare a questa funzione attribuita loro dalla legge". La radicale denuncia quindi alcune forme di illegalità (e prepotenza) latenti che vanno affrontati con assoluta priorità dal Governo.
"Questo non è il momento della rassegnazione - ha concluso la Bonino -. Lo sciopero è un'iniziativa non violenta, un'iniziativa di speranza. Mi auguro che tutti i cittadini, radicali o meno, non si arrendano, ma moltiplichino l'impegno per raccogliere le firme e pretendere il rispetto della legge. Non è una rinuncia o un alzare bandiera bianca, ma semmai l'alzare la bandiera infangata della democrazia".

POSSIBILE RITIRO?
Oltre allo sciopero della fame e della sede, dal partito radicale arrivano anche notizie preoccupati per quelli del Pd. Pare infatti che, "se l'illegalità continua" allora "decideremo all'ultimo minuto, a livello nazionale, il da farsi". Ma Bersani tenta di spegnere ogni nefasta possibilità rispondendo con un triplo e convinto "non credo" ai cronisti che gli chiedono se, la candidatura della Bonino, è in discussione.

POLVERINI E STORACE AL FULMICOTONE
Fulminante il commento della candidata per il Pdl nella regione Lazio Renata Polverini: E' un metodo che i radicali hanno sempre utilizzato per le loro battaglie - ha infatti dichiarato l'ex leader della Ugl - quindi mi pare ovvio che di fronte a quella che Emma Bonino ritiene una discriminazione utilizzi lo stesso metodo che utilizza sempre". Decisamente duro e provocatorio anche il commento di Francesco Storace:"Ma quanto deve durare la sceneggiata della Bonino? lo sanno tutti che si presenterà alle regionali e sta facendo la solita operazione mediatica. Figuriamoci se rinunciano ai rimborsi elettorali".

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di Germano Milite
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