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Borgo S. Antonio Abate, sequestrate sigarette di contrabbando


Borgo S. Antonio Abate, sequestrate sigarette di contrabbando
10/09/2012, 09:47

C’è stato un periodo in cui il fenomeno del contrabbando di sigarette a Napoli sembrava fosse stato debellato poi, colpa un po’ della crisi e colpa del vertiginoso aumento del costo delle sigarette,  prepotentemente, negli ultimi tempi, si sta affermando nuovamente. Sono trascorsi oltre 40 anni da quando i cosiddetti “scafi blu” dalle coste pugliesi, trasportavano carichi di sigarette nelle città come Napoli, Genova e Venezia. Ora l’illecito mercato del contrabbando, sfrutta le autostrade, prevalentemente, e non più il mare.

Molti sono i “bancarellai” che, nei rioni popolari e le strade dei quartieri storici, espongono marche di sigarette per far individuare agli acquirenti il “punto vendita”.

 Spesso e volentieri, sono ricercati anche dall’obiettivo delle macchine fotografiche dei turisti in visita nella città, dando così un’immagine negativa circa il fenomeno dell’illegalità diffusa.  

Stamani, su disposizione del Questore di Napoli, Luigi Merolla, gli agenti del Commissariato di Polizia “Vicaria-Mercato” hanno rastrellato la zona di Napoli conosciuta come il Borgo S. Antonio Abate, ove si svolge quotidianamente il mercato rionale.

Nel corso del servizio di Polizia, due venditori di tabacchi lavorati esteri, sono stati denunciati in stato di libertà: S.C. di 54 anni di Caivano (NA) e G.F. di 29anni, quest’ultimo con precedenti specifici.

I due sono stati sorpresi dai poliziotti mentre, sulle scale della chiesa, erano intenti a sistemare, per l’esposizione su di un banchetto, i pacchetti di sigarette per la  vendita.

Nell’androne di uno stabile adiacente, invece, sono stati rinvenuti due grossi cartoni contenenti stecche di sigarette di varie marche.

Sequestrati circa 30kg di sigarette di marche estere, vendute al pubblico ad un prezzo pari a circa il 50% in meno di quello ufficiale.

I poliziotti hanno anche sequestrato un barattolo in plastica trasparente, all’interno del quale erano custodite monete, pari all’importo di €.91,00, sicuro guadagno dell’illecita vendita e tenute a portata di mano per poter fornire il resto ai vari acquirenti.

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di Redazione
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