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Considerate inaccettabili le parole contro Camilleri

Borrometi e Ruotolo: "Tra i giornalisti, o noi o Feltri"


Borrometi e Ruotolo: 'Tra i giornalisti, o noi o Feltri'
20/06/2019, 17:35

ROMA - Lettera dai contenuti pesanti, quella che Paolo Borrometi e Sandro Ruotolo hanno inviato al Presidente dell'Ordine dei Giornalisti Carlo Verna. I due giornalisti infatti annunciano che si sospenderanno dall'Ordine "perché ci consideriamo incompatibili con l'iscrizione all'albo professionale di Vittorio Feltri. Proprio noi, che più di altri, ci battiamo per la difesa dell'articolo 21 della Costituzione, riteniamo gli scritti e il pensiero del direttore Feltri veri e propri crimini contro la dignità del giornalista". Sotto accusa un editoriale che Feltri ha scritto su Camilleri in cui, oltre a darlo prematuramente per morto e parlarne come se fosse già defunto, scrive: "L'unica consolazione per la sua eventuale dipartita è che finalmente non vedremo più in televisione Montalbano, un terrone che ci ha rotto i coglioni almeno quanto suo fratello Zingaretti, segretario del Partito democratico, il peggiore del mondo". 

A breve giro di posta è arrivata la risposta di Verna: "Condivido le ragioni dei colleghi Borrometi e Ruotolo sul caso Feltri-Camilleri, se l'ordine dei giornalisti fosse un club mi autosospenderei pure io. Ma non lo è e l'istituto dell'autospensione non esiste, ci si può semmai cancellare, astenendosi dallo svolgere la professione e salvo il diritto d'opinione per poi iscriversi di nuovo quando sono cessate le ragioni di cui alla polemica". Mentre su Feltri spiega: "Feltri come chiunque altro potrà semmai essere sottoposto al rituale procedimento disciplinare, al termine del quale ci sarà un pronunciamento che tutti dal sottoscritto a Borrometi e Ruotolo dovranno rispettare". Perchè il punto è che l'Ordine dei Giornalisti non ha poteri di critica sul contenuto di un articolo. E le parole di Feltri (non solo in questo caso, ma in molti altri articoli) per quanto molto inopportune, non sono sanzionabili. In realtà le regole del giornalismo prevedono che ognuno di noi dovrebbe essere attento e contenuto nei commenti e nelle notizie. Ma se non lo siamo, l'unico limite diventa solo il processo per diffamazione. 

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di Antonio Rispoli
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