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Pino Vrenna rinnega la malavita, i suoi cari rinnegano lui

Boss della 'ndrangheta si pente, la famiglia:"E' impazzito"


Boss della 'ndrangheta si pente, la famiglia:'E' impazzito'
09/12/2010, 21:12

CROTONE - Lui rinnega il passato nella 'ndrangheta e la famiglia, subito dopo, rinnega lui. La storia di Giuseppe Vrenna, 59 enne che gli inquirenti collocano a capo dell'omonima famiglia crotonese, ha del (quasi) incredibile.
L'oramai ex boss, stanco della vita da 'ndranghetista, decide di dire basta con il passato e di collaborare con i magistrati della Direzione Distrettuale di Catanzaro. I figli e la moglie, però, hanno definito la decisione del capoclan come "assurda ed incomprensibile". In particolare il figlio, Antonio Vrenna, in una lettera inviata ai giornali locali ed in parte ripresa da "La Repubblica", non usa mezzi termini; osservando che il padre "non puo' che essere impazzito" ed intimando alle autorità di non pensare nemmeno lontanamente di poter ottenere lo stesso tipo di collaborazione anche da lui.
Una posizione, continua Vrenna Jr, che condivide praticamente ogni singolo membro della famiglia. La moglie, infatti, ha chiesto la separazione e tutti gli altri componenti del nucleo familiare hanno già fatto sapere di voler cominciare un'azione legale per disconoscere il "traditore". In particolare, nell'incipit della lettera si legge testualmente:"'Abbiamo appreso con estremo stupore e notevole sdegno la decisione del nostro ex congiunto Vrenna Giuseppe detto Pino. Riteniamo che egli abbia fatto la sua scelta in perfetta autonomia, cosi' come noi abbiamo fatto la nostra. Egli ha deciso di collaborare con la giustizia perche', evidentemente, ha di che pentirsi. Noi, dal canto nostro, abbiamo declinato l'invito rivoltoci dalle Forze dell'Ordine a seguirlo in questa assurda ed incomprensibile scelta e, non avendo nulla e poi nulla di cui pentirci, riteniamo che questo signore vada lasciato solo nelle sue scelte e nelle sue determinazioni".
Poi le conclusioni, non meno dure del discorso d'apertura:"Non mi resta da dire che, a mio avviso, il Vrenna Giuseppe non puo' che essere impazzito, ovviamente tale mia determinazione nasce dalla conoscenza perfetta di quello che era mio padre. Del resto, il Vrenna Giuseppe non avendo alcuna condanna coperta dal giudicato ed avendo una posizione processuale sostanzialmente buona, non puo' che definirsi che pazzo. Comunque, quand'anche avesse riportato l'ergastolo, tale scelta non era da noi tutti ritenuta opportuna".
L'amara ironia dei malavitosi che reputano fuori di senno i pentiti e "uomini d'onore" gli affiliati, a questo punto, non richiede ulteriori commenti ma solo riflessioni altrettanto amare.  O magari, più umanamente, i familiari di Vrenna, hanno soltanto una paura inenarrabile di subire la vendetta che spesso viene scaricata verso i pentiti e i loro parenti. Del resto, le vite di chi ha denunciato gli aguzzini malavitosi o di chi è diventato collaboratore di giustizia, non sono mai state particolarmente tutelate dallo Stato.

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di Germano Milite
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