Cronaca / Nera

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Boss folle detenuto in ospedale: una sceneggiata di un discreto attore


Boss folle detenuto in ospedale: una sceneggiata di un discreto attore
19/06/2009, 22:06

Era tutta una “sceneggiata”, messa in scena da un “discreto attore”. Alla fine il sipario è calato per Giuseppe Gallo, 32 anni, boss del clan camorristico Gallo-Limelli-Vangone, egemone nel territorio di Boscotrecase, nel Napoletano. L’uomo era detenuto nell’ospedale psichiatrico di Barcellona Pozzo di Gotto, in Sicilia, dopo essere stato beccato, nel gennaio 2007, con otto chili di cocaina, tre fucili e cinque pistole. La sua difesa aveva esibito una documentazione sanitaria nella quale si certificava la sua totale incapacità di intendere e di volere. In poche parole, Giuseppe Gallo era matto e non poteva pagare per quello che aveva fatto. In più occasioni, durante gli interrogatori, Gallo era rimasto “fedele” alla certificazione, rispondendo con frasi senza senso e per la sua condizione percepiva anche una pensione di invalidità totale di 699 euro mensili. Nuovi e più approfonditi accertamenti disposti dal Tribunale di Torre Annunziata hanno però fatto crollare la messinscena. Oggi i Carabinieri del Nucleo investigativo di Torre Annunziata gli hanno così notificato un ordine di custodia cautelare in carcere emesso, su richiesta della Dda partenopea, dal Gip di Napoli. Nella relazione del perito si parla una di vera e propria "sceneggiata" e si qualifica Gallo come un "discreto attore": il camorrista in realtà era pienamente lucido ed in grado di commettere i crimini di cui si sarebbe macchiato.

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di Nico Falco
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