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La rissa scaturita da un'infrazione degli alpinisti italiani

Botte da orbi sull'Everest tra alpinisti e sherpa nepalesi


Botte da orbi sull'Everest tra alpinisti e sherpa nepalesi
29/04/2013, 15:54

NEPAL - Ci sarebbe uno sgarbo al codice delle regole non scritte dell'alpinismo, dietro la mega rissa avvenuta sulle cime dell'Everest, il tetto del mondo. Tre alpinisti, tra cui l'italiano Simone Moro, hanno denunciato di esser stati aggrediti e malmenati da un centinaio di sherpa, infuriati per il loro passaggio davanti ad alcune corde che stavano fissando.

Dopo la rissa, Moro, l'alpinista bergamasco già quattro volte in cima all'Everest, e i suoi due compagni, il ceco Ueli Steck, e il britannico Jon Griffith, hanno minacciato di interrompere la spedizione: "Non e' più sicuro qui", ha detto Griffith. Le autorità nepalesi hanno aperto un’indagine. Lo sgradevole episodio tra i tre alpinisti europei e gli sherpa e' accaduto tra il campo 2 e il campo 3, a circa 7.200 metri d'altitudine, sulla parete ovest del Lhotse. Poco distante un team di sherpa di alta quota stava attrezzando con le corde fisse una parete per gli escursionisti al loro seguito e ha chiesto agli alpinisti di non toccarle fino a quando non avessero finito il lavoro. I tre, però, hanno deciso di proseguire per raggiungere le loro tende al campo 3, senza aver toccato le corde. Gli sherpa hanno cominciato a urlare e, quando è caduto del ghiaccio colpendo uno di loro, hanno subito accusato gli alpinisti. "Superare le corde non ha interferito in alcun modo con il loro lavoro", si difendono gli alpinisti occidentali, sul sito Montagna.tv. "Salivamo slegati e senza usare le corde e quindi nessuna corda si e' aggrovigliata a un'altra. Inoltre, essendo passati sotto il loro capo, non avremmo potuto colpirlo facendo cadere addosso ne' neve, ne' ghiaccio". Ma gli sherpa non hanno gradito e qualche ora più tardi hanno attaccato le tende degli alpinisti. "Erano un centinaio, hanno tirato calci e pugni e lanciato sassi", hanno raccontato i tre, spiegando che a salvarli dalla furia dei nepalesi e' stato un gruppo di alpinisti occidentali che si sono frapposti, tra cui una donna che li ha abbracciati per far cessare l'aggressione.

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di Felice Massimo de Falco
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