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Decine di interventi nel capoluogo partenopeo

Botti di Capodanno, bilancio pesante anche quest’anno

I feriti più gravi nel Barese

Botti di Capodanno, bilancio pesante anche quest’anno
01/01/2014, 09:49

ROMA – Nonostante gli appelli, le campagne di sensibilizzazione e quant’altro, il resoconto dei festeggiamenti per l’arrivo del nuovo anno nel nostro Paese è di nuovo pesante e fa, purtroppo,  registrare feriti in tutta Italia. A Roma sono stati centinaia gli interventi: 296 i soccorsi effettuati dal 118 e 2.161 le chiamate giunte alla sala operativa nell’arco di 6 ore, a partire dalle 20 di ieri.  A Napoli, invece,   sono stati oltre cento gli interventi compiuti nella notte dai vigili del fuoco tra la città e i comuni della provincia per spegnere roghi di rifiuti o auto. L’operazione più impegnativa è stata portata a termine a San Giorgio a Cremano, dove in un vecchio stabile sono andati a fuoco plastiche e gomme. Nel capoluogo partenopeo il bilancio dei feriti è al momento di una cinquantina di persone,  secondo quanto è stato reso noto  dalla dirigenza  dell’Ufficio prevenzione generale della Questura.  La prognosi più grave per un ragazzo di 16 anni, ricoverato all’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia: ha riportato ferite alla mano per l’esplosione di un petardo. Sono in corso accertamenti per altre due persone rimaste ferite con colpi di arma da fuoco ma, al momento, gli episodi non sembrano siano da ricondurre ai fuochi di fine anno.  Più grave, rispetto allo scorso anno, il bilancio dei botti di fine anno a Bari dove sono sei i feriti più gravi , due dei quali hanno perso la vista ad un occhio a causa dello scoppio di grossi petardi. Due pazienti gravi sono stati soccorsi dai medici dell’ospedale San Paolo: due uomini di età compresa tra i 20 e i 30 anni hanno subito l’amputazione della falange di una mano uno e l’altro gravi danni ad un bulbo oculare. Al policlinico sono stati trasportati, inoltre, un altro paziente di Giovinazzo (Bari) con trauma grave ad un occhio ed un altro ferito ad una mano: sembra che quest’ultimo sia un immigrato residente a Trani (Bari).

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di Rosario Scavetta
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