Cronaca / Nera

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La madre intossicata: è in fin di vita

Braciere per scaldarsi, bimbo muore alla Sanità


Braciere per scaldarsi, bimbo muore alla Sanità
19/10/2009, 21:10

E’ attualmente ricoverata in gravissime condizioni al Cardarelli di Napoli Manuela Fortes Rodriguez, la 40enne di Capo Verde trovata in fin di vita nel suo monolocale nel quartiere Sanità. E’ in camera iperbarica, ma i medici hanno già fatto sapere che la situazione è disperata: soltanto un miracolo potrebbe salvarle la vita. La donna è stata soccorsa questa mattina dai vigili del fuoco, allertati dalla sorella che non aveva più notizie di lei da alcuni giorni. Accanto al suo corpo privo di sensi, il cadavere del figlio. Elvis, sei anni, giaceva sul letto, ucciso dalle esalazioni del braciere che ora hanno portato anche sua madre tra la vita e la morte. Il suo cadavere era in avanzato stato di decomposizione, segno che la morte era sopraggiunta diversi giorni fa.
Manuela Fortes Rodriguez era arrivata in Italia dieci anni fa. Fino a pochi mesi fa viveva nella zona di Agnano, poi si era trasferita alla Sanità. Ragazza madre, lavorava da anni come collaboratrice domestica abitava in un piccolo appartamento, un ‘basso’ di 20 metri quadri con un soppalco ed un angolo cottura, insieme al suo bambino, che frequentava da pochi giorni la prima elementare presso l’istituto Ozanam di Capodimonte e sognava di fare l’ingegnere.
La corrente elettrica era stata staccata alcune settimane fa per mancati pagamenti. E così la donna aveva ripiegato su un braciere, che accendeva per poi chiudere le finestre che davano sulla strada. Proprio quel braciere è stato verosimilmente la causa della tragedia: l’appartamento si è saturato ben presto delle esalazioni di monossido di carbonio, cogliendo entrambi nel sonno. L’allarme è partito dalla sorella della donna, che non aveva notizie della quarantenne e del figlio da venerdì. Inizialmente non si era preoccupata, visto che nel basso il cellulare ha una ricezione scarsa. Ad aggravare i sospetti, l’odore nauseabondo che proveniva dal monolocale di Discesa Sanità numero 13.
Un dramma della povertà, nel il quale anche il diavolo pare averci messo lo zampino. La bolletta non pagata, quella che ha portato l’Enel a staccare la corrente, non sarebbe infatti mai stata recapitata alla donna. Il basso è stato sequestrato per permettere agli inquirenti i rilievi del caso. Predisposta l’autopsia sulla salma del piccolo Elvis, anche se le gravissime condizioni in cui versa la madre non lasciano dubbi su cosa sia accaduto in quei venti metri quadrati.

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di Nico Falco
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