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Brescia: espulsione per un irregolare che voleva curarsi in ospedale


Brescia: espulsione per un irregolare che voleva curarsi in ospedale
09/04/2009, 15:04

Secondo caso in pochi giorni dell'applicazione di una legge che ancora non esiste: quella che impone ai medici di denunciare gli extracomunitari irregolari che vanno a curarsi. Questa volta è toccato ad un senegalese, Maccan Ba, che vive a Brescia ed era vittima di un ascesso. Non voleva curarsi, ma il dolore era così intenso che - dopo 4 giorni che non riusciva a dormire nè a mangiare - ha deciso di andare in ospedale. Ha pagato il ticket e si è messo regolarmente in coda. Ma non è mai arrivato davanti al medico, perchè prima che toccasse a lui sono arrivato due poliziotti che lo hanno prelevato e portato in Questura, dove gli è stato consegnato un decreto di espulsione.
Gli Spedali Riuniti di Brescia hanno rifiutato ogni addebito, scaricando la responsabilità su una guardia giurata, che avrebbe agito di propria iniziativa, chiamando la Polizia. Ma questo è il secondo caso, dopo quello della signora Kante, partoriente in un ospedale di Napoli, che un immigrato irregolare entra in ospedale per essere curato e ne esce con una espulsione (anche se nel caso di Napoli è stato dato un permesso di soggiorno provvisorio che ha cancellato l'espulsione). Così si incentivano gli extracomunitari a stare lontani dagli ospedali, con gravi rischi di infezioni ed epidemie, che solo un idiota può ritenere che si diffondano solo tra extracomunitari. Le malattie non guardano il colore della pelle.

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di Antonio Rispoli
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