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A breve udienza al Gip anche per l'accusa di falso

Brigandì (Lega) rinviato a giudizio immediato

L'imputazione è di aver diffuso materiale coperto da segreto

Brigandì (Lega) rinviato a giudizio immediato
14/04/2011, 13:04

ROMA - Si accumulano i guai giudiziari per Matteo Brigandì, esponente della Lega Nord, appena destituito - caso unico nella storia - dal Csm. Il Gip di Roma Daniela Parasporo ha accettato la richiesta della Procura di giudizio immediato nei suoi confronti per il reato di di aver acquisito e diffuso materiale coperto da segreto. Insieme a lui, rinviato a giudizio con rito immediato anche il suo assistente, Fabio Faccaro.
Il materiale segreto in questione è il fascicolo di una azione disciplinare effettuata all'inizio degli anni '80 contro Ilda Bocassini, il Pm che sta indagando e che porta avanti l'accusa contro il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. All'epoca i procedimenti disciplinari davanti al Csm erano riservati e i fascicoli venivano secretati. Ma, secondo l'accusa, quando un anno fa Brigandì venne nominato al Csm come consigliere laico, si fece consegnare il fascicolo in questione - che parlava solo del fatto che la giovanissima Bocassini aveva una storia con un giornalista di Lotta Continua - e lo passò al quotidiano Il Giornale, affinchè lo pubblicasse.
Intanto tra una decina di giorni è attesa l'udienza preliminare in cui si chiederà il rinvio a giudizio di Brigandì anche per il reato di falso. Infatti, quando è stato nominato membro del Csm, l'ex deputato leghista aveva autocertificato in un documento ufficiale di non avere situazioni di incompatibilità con la carica. In realtà era amministratore di una società. Per questo è stata dichiarata la sua decadenza dal suo posto di consigliere del Csm; ma si tratta pur sempre di un reato penale.

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di Antonio Rispoli
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