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Brindisi: Esercitazione per il soccorso ai connazionali in pericolo


Brindisi: Esercitazione per il soccorso ai connazionali in pericolo
17/11/2009, 11:11


BRINDISI - E’ iniziata ieri, e proseguirà fino a venerdì 20 p.v., la “Storm 2009”, esercitazione di tipo CPX con scenario incentrato sulle operazioni di soccorso ed evacuazione di connazionali all’estero, che si trovino in una situazione di imminente pericolo (Non Combatant Evacuation Operations – NEO) tale da consigliarne l’urgente rientro in patria. L’attività metterà alla prova le caratteristiche di reattività, profittabilità e flessibilità del Joint Force Headquarters italiano (ITA-JFHQ), Comando rischierabile ad elevata prontezza, posto alle dirette dipendenze del Comando Operativo di vertice Interforze.
Lo svolgimento dell’esercitazione prevede lo schieramento dell’ITA-JFHQ a Brindisi, a bordo di nave SAN GIUSTO, unità navale sede di posto comando, da cui il Comando eserciterà, in configurazione Sea Based, il comando e controllo sugli assetti joint posti alle sue dipendenze.
Si tratta di una attività estremamente complessa che ha fra i suoi obiettivi principali l’efficace e tempestivo coordinamento fra tutti gli attori in gioco in tale tipo di operazioni, a caratterizzazione prettamente Inter - Agency. Questi comprendono in primis il Ministero Affari Esteri (MAE), in particolare l’Unità di Crisi e l’ipotetica Ambasciata interessata, il COI, che attraverso la propria Sala Operativa supervisiona e monitorizza lo svolgimento delle operazioni ed il citato ITA-JFHQ. L’esercitazione vede il diretto ed esteso coinvolgimento di personale della summenzionata Unità di Crisi del MAE, oltre che di altro personale del Ministero Affari Esteri.
Il Joint Force Headquarters italiano è un comando di brigata joint, a livello operativo – tattico, che costituisce l’elemento proiettabile del COI, di cui è alle dirette dipendenze. Si tratta di un assetto con caratteristiche di elevata prontezza, dotato di una struttura leggera, anche in termini di manning, e modulare, che lo rende adattabile ad una larga varietà di missioni. Fra i compiti principali, la pianificazione e condotta di operazioni “small scale”, la capacità di enucleare teams da ricognizione e collegamento e la possibilità di essere impiegato quale elemento avanzato (Advance Party) di un comando joint di livello divisionale. Il comando, che ha alle sue dipendenze una compagnia di supporto tattico e logistico (CSTL) per il necessario supporto in termini di Real Life, CIS e Force Protection, ha posto in luce le sue capacità e potenzialità nel corso dell’operazione “Gran Sasso”, a seguito dell’emergenza sisma in Abruzzo, e durante l’operazione “Giotto”, in occasione del meeting dei paesi membri del G8 svoltosi in L’Aquila lo scorso mese di luglio.

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di Redazione
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