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Sotto inchiesta gli appalti sulla videosorveglianza

Bufera giudiziaria sul Cen della Polizia di Stato

12 ordinanze eccellenti di custodia cautelare

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Bufera giudiziaria sul Cen della Polizia di Stato
08/01/2013, 11:55

NAPOLI – Una vera e propria bufera giudiziaria si è abbattuta su manager e funzionari pubblici di spicco nell’ambito dell'inchiesta sui lavori per il centro elettronico nazionale della Polizia di Stato con sede a Napoli condotta dalla Guardia di Finanza e coordinata dalla procura partenopea. I provvedimenti di custodia notificati sono in tutto 12: 4 ordinanze di custodia cautelare in carcere, 4 ai domiciliari e 4 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria. Le presunte irregolarità riguardano il trasferimento del Centro elaborazione dati della polizia dalla vecchia sede di via Conte della Cerra, nel quartiere Arenella a Napoli all'interno della Reggia di Capodimonte. In particolare, secondo l'accusa, sarebbero state acquistate apparecchiature obsolete e inutilizzabili. Gli indagati sono accusati a vario titolo di associazione a delinquere, corruzione, abuso di ufficio, turbativa d'asta, frode in pubbliche forniture, rivelazione del segreto d'ufficio e falso. Tra le aziende coinvolte la Elsag Datamat del gruppo Finmeccanica ed Electron srl. Presenze eccellenti nelle indagini delle Fiamme Gialle. Tra i destinatari delle ordinanze di custodia l'ex direttore delle specialità della polizia, il prefetto Oscar Fiorolli. Nei confronti dell’alto funzionario sono stati disposti gli arresti domiciliari. Oltre che per il prefetto Fiorolli, il gip di Napoli ha disposto gli arresti domiciliari anche nei confronti di Guido Nasta, Luigi De Simone e Enrico Intini. Le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono invece state emesse, oltre che per il provveditore delle opere pubbliche della Campania e del Molise sino al 2010, Mauro Mautone, anche per l'ex amministratore delegato della Elsag Datamat, Carlo Gualdaroni, ora amministratore di Telespazio, Francesco Subbioni e Lucio Carmine Gentile. La procura ha anche disposto il sequestro preventivo di oltre 50 milioni di euro a carico delle società coinvolte, somma corrispondente al valore degli appalti contestati. Nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte irregolarità negli appalti per la costruzione del Cen, la Procura di Napoli ha chiesto anche l'interdizione dai pubblici uffici dei prefetti Nicola Izzo e Giovanna Iurato. Obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria, invece, per Roberto La Rocca, Fabrizio Zanella, Antonio Burinato e Paolo Gustuti. La posizione più controversa appare essere quella dell’ex questore di Napoli Oscar Fiorolli, a cui è contestato il reato di associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d'asta, abuso d'ufficio, falso in atto pubblico e rivelazione del segreto d'ufficio nell'ambito di appalti relativi, in particolare, al comparto sicurezza e videosorveglianza. Fioriolli è inoltre accusato di avere turbato la gara per la ristrutturazione del commissariato 'Decumani' per un importo di 800.000 euro. L'ex questore avrebbe segnalato illecitamente all'ex provveditore alle opere pubbliche Mario Mautone le imprese a cui aggiudicare gli appalti.

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di Rosario Lavorgna
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