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Forse anche foto e video delle feste di Arcore

Bunga-bunga, i pm chiedono i tabulati della notte


Bunga-bunga, i pm chiedono i tabulati della notte
30/10/2010, 10:10

MILANO - Non poche sono le contraddizioni e le lacune dei racconti di "Ruby" Rachida, la minorenne marocchina che ha trascinato Silvio Berlusconi in un nuovo scandalo potenziale che è divenuto fin da subito ragione di sicura disputa generale.
A quanto pare, secondo quanto conferma anche La Stampa, sarebbero stati ritrovati anche diversi video e diverse fotografie scattate dalle stesse ragazze che avrebbero partecipato alle feste di Villa San Martino. La ragazza, che compirà gli anni solo il prossimo lunedì, ieri sera è stata ospite de "L'ultima parola" e, contraddicendosi non poco rispetto alle prime dichiarazioni, ha negato di aver avuto scambi telefonici diretti con il Premier. Non solo: ha anche assicurato che non c'è stato alcun rapporto sessuale durante la sua unica visita ad Arcore; parlando però di un compenso di 5000 euro e di un'auto di grossa cilindrata ricevuta in dono  per il suo compleanno. Sul presidente del Consiglio, poi, ha speso parole più che lusinghiere:"Posso dire di avere quasi fatto un giro alla Caritas, quando ti danno la busta della spesa - ha infatti dichiarato in riferimento all'incontro con Berlusconi-. Lui mi ha aiutata, mi ha salvata da una situazione difficile, gli voglio un bene dell’anima e spero che tutto questo non lo rovinerà. Grazie di cuore".
Ma questa, come hanno compreso praticamente quasi tutti, è solo la cornice gossippara e pruriginosa che circonda un contenuto molto più importante e penalmente rilevante per tutti i soggetti eventualmente coinvolti. La magistratura, infatti, è partita dalla testimonianza di Ruby per portare avanti una vera e propria inchiesta su un possibile, grosso giro di prostituzione d'alto bordo forse coordinato da Lele Mora. In particolare, i pm hanno richiesto i tabulati delle telefonate che arrivarono in Questura nella notte tra il 27 e il 28 maggio scorso.
Come ha confermato anche il sottosegretario
Daniela Santanchè, infatti, fu lo stesso Cavaliere a telefonare poiché preoccupato dal fermo imposto dalla polizia alla giovane marocchina a seguito di una denuncia per il furto di 3000 euro. Oltre a Berlusconi, però, in questura avrebbe chiamato anche il suo caposcorta. Un particolare confermato al quotidiano torinese proprio dall'ex Questore di Milano Vincenzo Indolfi. Secondo il ricordo di Indolfi, infatti, il capo del governo ed i suoi "gorilla" avrebbero presentato "Ruby" Rachida come nipote del presidente dell'Egitto, Mubarak.
Una parentela che però, dopo rapide ed opportune verifiche da parte delle autorità, non fu in alcun modo riscontrata. La domanda che è sorta spontanea agli inquirenti, comunque, è stata:"Chi ha avvertito Berlusconi dell'arresto della marocchina?". La risposta, che dovrebbe arrivare nel giro di breve tempo, potrebbe così rendere ancora più delicata la posizione dei tre personaggi iscritti al momento nel registro degli indagati (Lele Mora, Emilio Fede e l'ex igienista dentalte di Berlusconi ed ora consigliere regionale di Milano, Nicole Minetti).
In particolare Minetti, come ha raccontato lo stesso Premier, venne contattata personalmente da lui per recarsi in via Fatebenefratelli e farsi affidare la tutela della bella minorenne. Le due hanno poi telefonato Berlusconi che, stando al racconto di Ruby, l'avrebbe poi rimproverata invitandola con fermezza a cambiare vita. E'  così  viene spiegata la decisione di procedere con l'analisi approfonditia di tutti i tabulati di quella tumultuosa sera; con la possibilità non negata dal pm Sangermano di ascoltare come testimoni anche i funzionari di turno al Fatebenefratelli tra il 27 ed il 28 maggio 2010.
Intanto, a scopo preventivo, il legale del Premier, Niccolò Ghedini, ha voluto avviare un'indagine difensiva che ha prodotto e presentato degli atti ufficiali. Per quanto riguarda le rezioni e le dichiarazioni degli indagati, ad una taciturna Minetti, hanno fatto eccezione Fede assicurando e l'avvocato di Mora, Nadia Allecci. Il primo ha assicurato di "non aver mai fatto nulla, a nessun titolo, che possa configurarsi come un reato", mentre Allecci ha invece osservato che "di questa indagine ancora non sappiamo nulla. D’altronde siamo in un paese dove le cose si vengono a sapere prima dai giornali".

FOTO: LA STAMPA

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di Germano Milite
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