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Tre anni fa l'incidente dove morirono 40 persone

Bus in scarpata: rinviati a giudizio i 15 indagati -video


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Bus in scarpata: rinviati a giudizio i 15 indagati -video
10/05/2016, 11:49

AVELLINO - Sono state rinviate a giudizio e accusate di omicidio plurimo e disastro colposo le 15 persone indagate per l'incidente stradale del 28 luglio 2013, quando un bus finì in una scarpata provocando la morte di 40 persone. La decisione è stata presa da Gianfranco Fiore, gup del Tribunale di Avellino. Tra gli indagati anche i vertici della società Autostrade per l'Italia che avevano l'obbligo giuridico di impedire l'incidente tra cui Giovanni Castellucci, amministratore delegato di Autostrade per l'Italia spa e Riccardo Muollo, all'epoca direttore generale insieme ai componenti della direzione centrale della società Giulio Massimo Fornaci, Marco Perna e i direttori succeduti negli anni del Sesto Tronco, nel quale ricade il viadotto 'Acqualonga'. I difensori di Autostrade per l'Italia avevano chiesto il proscioglimento dei loro assistiti perchè l 'organizzazione della società in nove dipartimenti, prevede l'autonomia operativa dei responsabili, che esclude il coinvolgimento in responsabilità dei vertici aziendali”.

38 mesi fa un gruppo di fedeli stava tornando a Pozzuoli dopo una gita nei luoghi di culto a San Pio da Petralcina. Il bus lungo il viadotto 'Acqualonga', in territorio di Monteforte Irpino dell'autostrada A16 Napoli-Canosa finì in una scarpata. Da una perizia commissionata dalla Procura è emerso che oltre il guasto all'impianto frenate del pullman, che aveva percorso 800mila chilometri senza revisione, a causare l'incidente mortale era stata anche la barriera protettiva del viadotto che aveva ceduto. I tiratondi, i bulloni che fissano al suolo la barriera erano usurati e non hanno impedito il disastro. L'autista, Ciro Lametta, poi morto nell'incidente, perse il controllo del mezzo e tentò di rallentare la corsa accostandosi alle barriere protettive del viadotto.

La prima udienza davanti ai giudici del tribunale irpino si terrà il prossimo 28 settembre, delle 113 parti civili ammesse all'udienza preliminare, arriveranno al processo meno della metà. Molti parenti delle vittime si sono accordati sui risarcimenti con la compagnia assicurativa della società Autostrade.

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di Chiara di Tommaso
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