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Lo stesso episodio ieri, negli uffici di una banca milanese

Busta con polvere sospetta recapitata alla sede di“Avvenire”


Busta con polvere sospetta recapitata alla sede di“Avvenire”
29/01/2010, 21:01

MILANO – Una busta,  con timbro postale di Palermo, contenente della polvere sospetta, è stata recapitata questo pomeriggio intorno alle 14, nella sede milanese di “Avvenire” in piazza Carbonari.
Sono stati gli stessi giornalisti del quotidiano cattolico, ad allertare immediatamente la polizia spiegando agli agenti che all'interno della busta, oltre alla polvere sospetta, c'era un foglio di rivendicazione a firma delle “Tigri Tamil”, gruppo nazionalista che dal 1970 conduce una violenta campagna secessionista contro il governo dello Sri Lanka, con lo scopo di creare uno Stato sovrano socialista, nel Nord e nell'Est del Paese. Nella lettera ci sarebbero state minacce al presidente Rajapaksa.
Nella sede del giornale, oltre ai poliziotti sono intervenuti anche i vigili del fuoco del Nucleo Nbcr (nucleare, biologico, chimico e radiologico) e i medici del 118.
Sono tre i dipendenti venuti a contatto con la busta e che per precauzione sono stati trasportati all'ospedale Sacco per una serie di esami ed accertamenti.
La busta, contenente la polvere e il volantino inneggiante alla lotta del popolo Tamil, è identica, nella forma e nel contenuto, a quella indirizzata al direttore del quotidiano “Il Giornale”, Vittorio Feltri, e recapitata nella tarda mattinata di ieri, probabilmente per errore, negli uffici della Bnp Paribas di via Dante, in pieno centro e poco distante dalla sede del quotidiano. Il sospetto dunque è che altre buste simili possano essere in circolazione e giungere ad altre redazioni giornalistiche.
La polvere sequestrata ieri è stata inviata all'istituto zooprofilattico di Foggia per le analisi e il risultato è atteso nei prossimi giorni. Adesso gli esperti procederanno ad analizzare anche la polvere contenuta nella busta recapitata all' “Avvenire” per stabilirne l'esatta composizione e verificare se, nei due casi, si tratti o meno della stessa sostanza. Sul caso al momento sta indagando la Digos

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di Elisa Scarfogliero
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