Cronaca / Sesso

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Nessuna traccia di 'faccia da pugile' sulla vittima 41enne

Caffarella, domani Loyos ad udienza; il Dna scagiona Racz per Primavalle


Caffarella, domani Loyos ad udienza; il Dna scagiona Racz per Primavalle
12/03/2009, 22:03

Karol Racz potrebbe nei prossimi giorni essere scagionato anche per l’episodio di Primavalle. ‘Faccia da pugile’, tirato in ballo soltanto dalla confessione poi ritrattata di Alexandru Isztoika Loyos (e ritenuta falsa dal Riesame), resterà in carcere almeno per altri dieci giorni. L’udienza del tribunale del Riesame, cui ha fatto appello l’avvocato Lorenzo La Marca per chiedere la revoca della misura in carcere per lo stupro di via Andersen, sarà infatti fissata non prima di dieci giorni. Gli esami del Dna compiuti per Primavalle non hanno infatto provato il coinvolgimento del 36enne romeno: le uniche tracce riportano ad un egiziano, compagno della vittima 41enne, con la quale la donna aveva avuto un rapporto sessuale alcune ore prima. Del Dna di Racz, nessuna traccia. Malgrado infatti il pm Nicola Maiorano non abbia ancora ricevuto formalmente dalla Scientifica l’esito degli esami, stando alle indiscrezioni sul tampone prelevato sulla 41enne era evidenziabile soltanto un profilo genetico, ed era quello dell’egiziano. Diversamente da quanto è accaduto per l’episodio della Caffarella, non ci sono altri profili genetici non riconducibili a persone note e sui quali lavorare: nulla di nulla.

Per domani davanti al gip Filippo Steidl è invece fissato l’interrogatorio di convalida per il fermo di Alexandru Isztoika Loyos, accusato di calunnia, autocalunnia e favoreggiamento dal pm Vincenzo Barba, dopo che il tribunale del Riesame aveva deciso l’annullamento della misura cautelare in carcere per lo stupro della Caffarella e, di conseguenza, ritenuto nulla la sua confessione. Il pm Barba è convinto che ‘il biondino’ abbia mentito per depistare le indagini, in modo da favorire la fuga dei reali responsabili.

Gli investigatori stanno lavorando, in collaborazione con i colleghi romeni, ad una ventina di profili genetici in base alla compatibilità trovata con un tratto di cromosoma Y repertato dal tampone sulla ragazzina di 14 anni e simile a quello di un detenuto romeno. L’obiettivo era quello di dare un nome ad un Dna che potrebbe essere già stato identificato e forse compatibile con quello trovato sulla scena dello stupro di San Valentino.

Il sopralluogo nel parco della Caffarella, da svolgere insieme alle vittime per meglio ricostruire la scena del crimine, potrebbe avvenire già domani. Gli uomini della Squadra Mobile di Roma, diretti da Vittorio Rizzi, accompagneranno la coppia di fidanzatini nel parco per individuare con maggiore precisione il luogo dello stupro.

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di Nico Falco
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