Cronaca / Sesso

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Il 27enne si era vantato della violenza al Pigneto

Caffarella, Gavrila incastrato dal Dna per un altro stupro


Caffarella, Gavrila incastrato dal Dna per un altro stupro
06/04/2009, 22:04

Altri guai per Oltean Gavrila, il romeno arrestato insieme al connazionale Ionut Jean Alexandru per lo stupro di San Valentino. Il 27enne è stato infatti sottoposto ad un ulteriore test del dna, indagato per un altro episodio di violenza sessuale. Anche questa volta, il profilo è risultato positivo. Per Gavrila ora si profila il rischio dell’emissione di una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere, in relazione allo stupro avvenuto il 18 luglio al parco di Villa Giordani. I risultati degli esami, condotti dalla polizia scientifica, sono stati comunicati al pm Vincenzo Barba, lo stesso che si sta occupando della vicenda della Caffarella.

Le indagini sono partite quando gli agenti hanno scoperto che era stato proprio Oltean Gavrila a vantarsi dello stupro con il connazionale Alexandru. Gavrila fu arrestato a Trieste, accusato di aver rapinato il telefono cellulare ad una coppia di fidanzatini nel parco di via Lemonia. La dinamica della rapina ricordava molto da vicino quella relativa allo stupro della Caffarella, per il quale erano stati inizialmente arrestati Karol Racz ed Alexandru Isztoika Loyos, sempre romeni. Le indagini, ormai puntate su Gavrila, si sono concluse con il test del Dna, risultato positivo, e la confessione del 27enne e del suo complice. Quindi il ragazzo era stato trasferito nella Capitale.

Per quanto riguarda lo stupro del Pigneto, l’archiviazione era ormai ad un passo per l’impossibilità di risalire al responsabile.

Intanto, dal Tribunale del riesame, arriva una nuova prova a discarico di Karol Racz, indagato ancora per lo stupro di Primavalle del 21 gennaio scorso. Il 36enne era stato scarcerato il 23 marzo scorso, dopo oltre un mese di prigionia. “Non c’è una perfetta corrispondenza tra le fattezze fisiche generali descritte dalla donna, che per il resto sono comuni ad un numero indefinito di individui appartenenti ad una certa etnia, e quelle concrete riscontrate nel Racz”, si legge nelle motivazioni della decisione di annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare.

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di Nico Falco
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