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L'inchiesta va verso l'archiviazione per Racz e Loyos

Caffarella, i due romeni restano in carcere nonostante il Riesame


Caffarella, i due romeni restano in carcere nonostante il Riesame
10/03/2009, 20:03

Il tribunale del Riesame ha revocato le ordinanze giudicando insufficienti le prove, ma i due romeni indagati per lo stupro della Caffarella non potranno lasciare il carcere. Per Karol Racz, era già noto. Il suo avvocato, Lorenzo La Marca, che nei giorni scorsi si era detto propenso a credere che i giudici avrebbero considerato l’insufficienza di prove e quindi revocato l’ordine nei confronti del suo assistito, aveva sottolineato che, anche se ciò fosse successo, ‘faccia da pugile’ sarebbe rimasto in carcere. Il 36enne era stato infatti riconosciuto, durante un incidente probatorio, dalla 41enne vittima dell’episodio di Primavalle. La donna aggredita il 21 gennaio scorso, osservando le foto segnaletiche, aveva indicato Racz sostenendo che somiglia molto ad uno dei colpevoli, anche se non può dirsi certa che si tratti di lui. Questo è bastato per un’altra ordinanza che ha bloccato Racz in carcere.

Per quanto riguarda Alexandru Isztoika Loyos, invece, tutto parte dalla confessione rilasciata e poi ritrattata. L’accusa ha infatti accettato la sentenza del Riesame ma su quelle dichiarazioni si è basata per chiedere una ulteriore ordinanza nei confronti del ‘biondino’, che ora dovrà rispondere di calunnia e autocalunnia. Il provvedimento, firmato dal gip Guglielmo Muntoni, si basa su una circostanza chiara: se la confessione è valida, allora Racz e Loyos sono colpevoli; se invece non è valida, in questo caso Alexandru Isztoika Loyos ha mentito accusando se stesso e l’altro romeno. Indi, calunnia ed autocalunnia.

In base a questa nuova ordinanza, ci si aspetta che l’inchiesta verrà conclusa con la richiesta di archiviazione nei confronti di Loyos e Racz.

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di Nico Falco
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