Cronaca / Sangue

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Le tracce confuse non provano colpevolezza nè innocenza

Caffarella, impossibile stabilire 'paternità' del Dna


Caffarella, impossibile stabilire 'paternità' del Dna
05/03/2009, 20:03

Non è detto che appartenga a loro, ma nemmeno è certo il contrario. I risultati dei test del Dna non hanno portato a nessun risultato utile, per far luce sulla vicenda dello stupro della Caffarella.

Gli esperti parlano di ‘identificazione impossibile’, dopo aver confrontato il Dna di Alxandru Loyos e di Karol Racz con le tracce presenti sui reperti raccolti nel luogo dello stupro. Ma c’è una sottolineatura importante: l’identificazione impossibile di cui si parla significa che non è stato possibile affermare che i due romeni sono innocenti, ma semplicemente che, con quei reperti, non è possibile affermare che sono colpevoli. Non ci sono le prove di colpevolezza, ma nemmeno quelle di innocenza che li scagionerebbero. Un esame che si è rivelato quindi inutile, almeno per il momento. Tra l’altro, gli esami non permettono di stabilire nemmeno se le tracce di Dna siano riconducibili al fidanzato della vittima. Questa impossibilità di ottenere certezza dagli esami può essere stata causata, spiegano ancora gli esperti, da una serie di fattori concomitanti, come ad esempio la contaminazione dei reperti che avrebbe quindi falsato gli esami. Non si esclude, però, che effettivamente i due arrestati siano innocenti.

In ogni caso, non tutti i reperti sono stati analizzati e quindi nelle prossime ore potrebbero esserci interessanti risvolti. In secondo luogo, c’è la confessione di Loyos.

Confessione ritrattata, è vero, ma contenente molti particolari precisi e sovrapponibile al racconto del fidanzatino della vittima. Troppe coincidenze, ritengono gli inquirenti, per pensare che ‘il biondino’ si sia inventato tutto.

E' stata infine ufficializzata l'accusa per Racz, riconosciuto come aggressore per l'episodio di gennaio a Primavalle: se anche il Riesame nell'udienza di lunedì decidesse di revocare l'ordinanza nei confronti dei due rumeni, il 36enne resterebbe in carcere per l'altra aggressione.

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di Nico Falco
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