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Visita in carcere negata per l'europarlamentare Chiesa

Caffarella, Loyos resta in carcere per calunnia verso gli agenti romeni


Caffarella, Loyos resta in carcere per calunnia verso gli agenti romeni
13/03/2009, 18:03

E’ cominciato stamattina a Regina Coeli l’interrogatorio di convalida del fermo di Alexandru Isztoika Loyos, 19 anni, ‘il biondino’ romeno arrestato insieme a Karol Racz per lo stupro della Caffarella del quattordici febbraio scorso. Il giovane è indagato dal pm Vincenzo Barba per i reati di calunnia, autocalunnia e favoreggiamento, ovvero per aver rilasciato una confessione falsa con la quale ha calunniato se stesso e l’altro romeno arrestato, per aver depistato le indagini coprendo i veri responsabili, e per aver accusato di maltrattamenti gli agenti romeni. Il gip incaricato, Filippo Steidl, non ha convalidato il fermo per calunnia nei confronti di Karol Racz, mentre ha emesso una misura cautelare in carcere per Alexandru Isztoika Loyos per calunnia nei confronti dei poliziotti romeni che, a detta del ‘biondino’, lo avrebbero ripetutamente picchiato per estorcergli la confessione. Su consiglio del suo legale, Giancarlo Di Rosa, Loyos si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Il pm Barba ha ribadito la necessità di trattenere il ragazzo in carcere, motivandola col fatto che esiste il “concreto pericolo di fuga”. Le intercettazioni avevano infatti appurato che il ragazzo era pronto, una volta scarcerato, a salire con l’aiuto di un parente su un autobus diretto verso la Romania. L’accusa di calunnia nei confronti di Racz è per il momento caduta in quanto, come ha spiegato il pm, il gip ha ritenuto che non ci siano ancora elementi per dire che Loyos e Racz siano estranei alla violenza di gruppo e alla rapina alla Caffarella perché le indagini sono ancora in corso e perché non sono state ancora depositate le motivazioni dell’ordinanza del tribunale del Riesame, che lunedì ha scagionato i due indagati.

Giulietto Chiesa si è lamentato di non aver potuto vedere i due romeni nella sua visita al carcere di Regina Coeli. L’europarlamentare, sostenitore dell’esistenza delle scie chimiche e di teorie alternative sugli attentati dell’11 settembre 2001, ha raggiunto il carcere con due esponenti dell’associazione ‘Everyone’. “Questo non è un paese democratico, - ha dichiarato Chiesa, - farò una denuncia al parlamento italiano e a questi signori che violano le leggi italiane. Esiste una legge, che è la 354, che consente ad un parlamentare di entrare in carcere senza preavviso”. “Io non so se i due rumeni sono innocenti o colpevoli, - ha aggiunto Chiesa, - non è minimamente rilevante questo punto di vista, io sono qui per tutelare due persone e verificare se le loro dichiarazioni corrispondono a quelle pubblicate sui giornali e per verificare le loro condizioni”. Se l’europarlamentare è lì per verificare, un altro motivo ha spinto i due esponenti di Everyone. Loro, infatti, sembrano convinti che le percosse ci siano stati. Ne sono certi. “Hanno arrestato due innocenti, - ha dichiarato uno di loro, - vogliono uccidere il Diritto ed eliminare la popolazione rom. Queste due persone detenute e torturate sono state scagionate dalla prova del Dna alla quale, tra l’altro, non è stato sottoposto Romulus Mailat, il romeno condannato a 29 anni di carcere per l’omicidio di Giovanna Reggiani”.

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di Nico Falco
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