Cronaca / Sesso

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Racz dentro per Primavalle, nuova ordinanza per Loyos

Caffarella, ordinanze revocate, ma i due romeni restano in carcere


Caffarella, ordinanze revocate, ma i due romeni restano in carcere
10/03/2009, 19:03

Il tribunale del Riesame si è espresso: sono state revocate le ordinanze nei confronti di Karol Racz e Alexandru Isztoika Loyos, ed è stato disposto che entrambi siano scarcerati se non detenuti per altro. La decisione è arrivata dopo una lunga camera di consiglio successiva all’udienza del Riesame.

Accolte quindi le istanze degli avvocati Lorenzo La Marca e Giancarlo Di Rosa, anche se per il primo c’è ancora molto da lavorare: se Loyos può lasciare il carcere, infatti, la stessa cosa non vale per Racz, nei giorni scorsi raggiunto da un’altra ordinanza, relativa all’episodio di Primavalle. Il 36enne è stato infatti indicato dalla vittima 41enne che, seppur ammettendo di non essere sicura che si tratti effettivamente di uno dei suoi aggressori, ha verbalizzato che l’uomo presenta una somiglianza notevole.

A nulla è servita, a quanto pare, la dichiarazione del medico indicato come ‘supertestimone’: come fatto notare già da La Marca, l’uomo aveva visto i due romeni nel parco della Caffarella poco prima dello stupro, ma la sua testimonianza potrebbe solo provare la loro presenza, non la loro colpevolezza.

Il tribunale del Riesame, presieduto da Francesco Taurisano, ha ritenuto insufficienti gli indizi per tenere ancora in carcere i due romeni, sia per l’accusa di violenza sessuale, sia per l’ipotesi avanzata dal pm Vincenzo Barba, ovvero che la coppia, seppur non materialmente colpevole dello stupro, fosse complice dei responsabili e quindi egualmente moralmente responsabile.

La confessione di Loyos, poi ritrattata e secondo ‘il biondino’ estorta a suon di percosse, non conteneva secondo i giudici indizi sufficienti. Non sono bastate nemmeno le dichiarazioni dei due fidanzatini. Entrambi avevano riconosciuto Loyos nelle foto, ma per quanto riguarda l’altro colpevole, la ragazza aveva fornito un identikit che non combacia con le caratteristiche di Racz, mentre il ragazzo aveva indicato un altro romeno poi risultato estraneo (Ciprian, difficilmente confondibile per via di una menomazione ad una mano) prima di puntare il dito su ‘faccia da pugile’.

Non rappresenta un indizio sufficiente nemmeno la chiamata di correo di Loyos, che durante la confessione si era dichiarato colpevole insieme a Racz, accusato, secondo il suo legale, perché “il più fesso del campo” e per coprire altri due romeni di cui ‘il biondino’ aveva paura.

Nessuno dei due però potrà lasciare il carcere.
Se Racz è bloccato dall’ordinanza per lo stupro di Primavalle, infatti, anche Alexandru Isztoika Loyos dovrà aspettare per tornare in libertà. Pochi minuti prima della notifica del provvedimento di scarcerazione, infatti, la polizia ha consegnato a Loyos, nella sua cella, un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Guglielmo Montoni, con le accuse di calunnia e autocalunnia. Se non ci sono indizi perché rimangano in carcere, infatti, la confessione rilasciata dal ‘biondino’ diventa calunnia nei propri confronti e verso Racz, proprio da lui chiamato in causa.

L’ordinanza è stata chiesta dal pm Vincenzo Barba, che però in questo modo non potrà presentare ricorso contro la decisione del Riesame, in quanto l’accusa ha preso atto della sentenza ed ha aperto un nuovo fascicolo per il reato di calunnia ed autocalunnia.
Anche in base alla nuova ordinanza, l’inchiesta per lo stupro alla Caffarella non potrà che concludersi con la richiesta di archiviazione nei confronti di Loyos e Racz.
 

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di Nico Falco
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