Cronaca / Sesso

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Le fasi ripercorse in un comunicato congiunto

Caffarella, Questura e Procura raccontano le indagini


Caffarella, Questura e Procura raccontano le indagini
04/03/2009, 19:03

Un comunicato congiunto da parte di Procura e Questura è stato diffuso poco fa, nel quale si ricostruiscono, in sostanza, i passi salienti dell’indagine che ha portato agli arresti i due romeni e le evoluzioni degli ultimi giorni.

«A seguito della denuncia di violenza sessuale avvenuta ai danni di una minore intorno alle 18 del 14 febbraio del 2009, al parco della Caffarella - si legge nel comunicato - si ritiene doveroso precisare quanto segue: la domenica 15 nel corso della mattinata la ragazza violentata ha effettuato un identikit di uno dei due violentatori mentre il fidanzato ha effettuato l'identikit del secondo stupratore. Sempre nella giornata del 15 la ragazza ha visionato alcune fotografie presso lo schedario fotografico della Squadra mobile, selezionando sulla base delle indiscrezioni fornite in sede di identikit. Tra le foto selezionate ha riconosciuto senza ombra di dubbio uno dei due violentatori per Alexandru Loios Isztoika. Il fidanzato ha, invece, riconosciuto con certezza un altro soggetto che nell'immediatezza è stato però escluso dalla polizia giudiziaria, essendosi accertato che all'epoca dello stupro era in Romania».

«Nel pomeriggio del 17 febbraio - è scritto nel documento - è stato fermato nei pressi della stazione ferroviaria "Monte Mario" Isztoika, che intorno alle 19, 19.30 è stato condotto presso gli uffici della Squadra mobile ove alle 20.30 è stato sottoposto al prelievo di un campione di saliva. Immediatamente dopo l'effettuazione del prelievo lo straniero, alla presenza di personale della Squadra mobile e della polizia romena, ha iniziato a fare le prime ammissioni circa il proprio coinvolgimento nella violenza, fornendo indicazioni sulle modalità della consumazione del reato, chiamando in correità Karol Racz. Le dichiarazioni confessorie sono state formalizzate in un interrogatorio reso alla presenza del sostituto procuratore Vincenzo Barba e dell'avvocato d'ufficio. L'interrogatorio è stato interamente videoregistrato».

«In sede di interrogatorio - si legge nel comunicato - l'indagato ha reso una serie di dichiarazioni circa il suo diretto coinvolgimento nella violenza sessuale fornendo molti particolari sulla sua condotta e su quella di Racz chiamato in correità. Detti particolari erano conformi a quelli forniti dalle due vittime. All'esito dell'interrogatorio il pubblico ministero ha adottato un provvedimento di fermo di indiziato di delitto nei confronti del cittadino straniero. In sede di perquisizione della baracca ove alloggiavano Isztoika e Racz è stato rinvenuto e sequestrato un paio di pantaloni con due macchie apparentemente di sangue. Nel corso della notte tra il 17 e il 18 febbraio la polizia giudiziaria ha rintracciato in Livorno Karol Racz, il quale la mattina del 15 aveva lasciato la sua abituale dimora in Roma senza apparente giustificato motivo. Ancor prima che Racz fosse condotto in Questura i due giovani fidanzatini hanno visionato un album di 7 foto riconoscendo entrambi nel Racz uno dei due autori della violenza sessuale».

«Alla luce di tali accertamenti la Squadra mobile provvedeva ad adottare provvedimento di fermo di indiziato di delitto anche nei confronti dell'indagato per ultimo menzionato (Racz, ndr). Entrambi i provvedimenti di fermo sono stati convalidati dal giudice per le indagini preliminari (Valerio Savio, ndr), che ha anche applicato per entrambi la misura della custodia cautelare in carcere. Gli organi inquirenti hanno altresì proseguito le indagini chiedendo l'estrazione del profilo genetico dai reperti sequestrati in occasione della violenza sessuale con relativa comparazione. Tali esami hanno dato, con riferimento ai reperti fino a questo momento analizzati, esiti negativi e contrari e pertanto sono stati avviati sia approfondimenti scientifici sia investigativi».

«Gli indagati - si legge nell'ultima parte del documento - non avevano in uso schede telefoniche e pertanto non è stato possibile individuare tracce elettroniche. Attività sono in corso su un telefono cellulare sequestrato a Isztoika, privo di sim card. Preme sottolineare come tutta l'attività investigativa sia stata orientata alla ricostruzione di quanto accaduto ed alla ricerca della verità. Sono stati invece gli stessi organi inquirenti ad accogliere doverosamente tanto gli elementi a sostegno dell'ipotesi accusatoria sia quelli favorevoli agli indagati nel pieno rispetto delle regole processuali».

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di Nico Falco
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