Cronaca / Sesso

Commenta Stampa

Il 36enne ha perso l'udito da un orecchio

Caffarella, Racz chiede il ricovero. Il legale: “Accusato perché è il più fesso del campo”


Caffarella, Racz chiede il ricovero. Il legale: “Accusato perché è il più fesso del campo”
09/03/2009, 16:03

Karol Racz, ‘faccia da pugile’, non c’entra nulla con lo stupro. Ed è stato accusato dal ‘biondino’ solo perché è un bonaccione, una persona onesta, un ‘fesso’. Ne è convinto Lorenzo La Marca, il legale del 36enne attualmente detenuto per lo stupro della Caffarella (la decisione del Riesame sarà depositata entro domani) e per l’episodio di Primavalle (la vittima ha dichiarato che Racz assomiglia ad uno degli aggressori, ma che non è sicura che sia lui). Il suo nome, spiega La Marca, è stato tirato in ballo da Isztoika Loyos “picchiato, sottoposto a torture e seviziato”.

Quanto al testimone indicato dal pm in udienza, La Marca non crede che il suo racconto possa essere veramente fondamentale per fare chiarezza. L’uomo, infatti, avrebbe dichiarato di avere visto i due arrestati nel parco, ma non era presente al momento dello stupro e, spiega il legale, “potrebbe essere stato condizionato dalle foto che in questi giorni sono sui giornali”. Secondo la tesi dell’avvocato, che sottolinea come durante il riconoscimento fotografico il fidanzatino avesse indicato Ciprian, il romeno con tre dita sul quale però le indagini non si sono concentrate, vertendo subito dopo su Racz.

Attualmente sono al vaglio del Tribunale le intercettazioni ambientali fatte la scorsa settimana negli uffici della Questura, che riguarderebbero alcune persone indicate da Racz per il suo alibi. Si tratta di conversazioni quasi totalmente incomprensibili, ma che i pm vogliono analizzare attentamente prima di emettere un verdetto.

Intanto non sembrano buone le condizioni di salute di Karol Racz, il cui difensore ha presentato al gip Valerio Savio un’istanza di trasferimento in una struttura specialistica ospedaliera di otorinolaringoiatria. “Nel colloquio di sabato, - spiega La Marca, - mi ha comunicato, tramite un interprete, che non udiva più dall’orecchio sinistro. Toccandosi l’orecchio, poi, Racz si è macchiato le dita di sangue”. L’avvocato riferisce che nello stesso pomeriggio ha chiesto ad un medico una consulenza telefonica, e che questi gli ha risposto che per fare una diagnosi è necessario il ricovero. Dal gip, ancora nessuna risposta.
 

Commenta Stampa
di Nico Falco
Riproduzione riservata ©

Correlati