Cronaca / Sesso

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Non si esclude coinvolgimento di Racz e Loyos

Caffarella, si indaga sulla pista del branco


Caffarella, si indaga sulla pista del branco
22/03/2009, 20:03

Non finiscono i guai per Karol Racz e Alexandru Isztoika Loyos, i due romeni arrestati poco dopo lo stupro di San Valentino e successivamente scagionati dal tribunale del Riesame per insufficienza di prove. Entrambi sono ancora detenuti, Racz per lo stupro di Primavalle e Loyos per calunnia verso gli agenti romeni, ma Giuseppe Caruso, il questore di Roma, non è convinto della loro estraneità per i fatti della Caffarella.

Ancora una volta, al centro delle indagini, la confessione poi ritrattata di Loyos. Secondo ‘il biondino’ estorta con le percosse, secondo le forze dell’ordine spontanea. Il racconto era troppo circostanziato, troppo preciso per credere che fosse tutta invenzione. C’erano particolari in seguito confermati dalle vittime, troppe analogie e quel ‘ciao bella’ usato come approccio che solo i responsabili e le vittime potevano ricordare. L’ipotesi è che, anche se non hanno partecipato attivamente alla rapina ed al successivo stupro, Karol e Loyos erano presenti. “Non si può escludere che i due abbiano visto, abbiano fatto da pali o abbiano ascoltato il racconto di chi c’era, - spiega Caruso, aggiungendo che “Jean Alexandru Ionut e Gavrila Oltean (gli altri due romeni arrestati e il cui Dna combacia con i reperti della Caffarella, ndr), i due stupratori incastrati dal test del Dna, non si sono mai parlati tra loro al telefono, questo dà la misura di come avvengano i contatti in un certo gergo”.

Gli uomini della questura stanno attualmente lavorando su alcune rapine commesse nella stessa zona con modus operandi simile, che presenterebbero molte analogie con quanto avvenuto a San Valentino alla Caffarella. “Le vittime, - spiega Caruso, - erano sempre coppiette di adolescenti, derubate di cellulari e di scarpe sportive che vengono rivendute all’estero. La ragazza veniva spesso minacciata di stupro”.
Si pensa, quindi, ad una banda ben organizzata che ha scelto il parco della Caffarella come territorio di caccia.

Ieri Ionut è stato interrogato dal gip Giovanni De Donato, che ha convalidato il fermo per la rapina di due telefoni cellulari ad una coppia di fidanzati risalente al 15 febbraio scorso nel parco degli Acquedotti. Il romeno ha ammesso le sue responsabilità ed ha fatto il nome di Gavrila, indicandolo come correo. Domani il gip Guglielmo Muntoni potrà fare domande ai due arrestati sull’episodio della Caffarella.
 

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di Nico Falco
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