Cronaca / Sangue

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I carabinieri indagano sul business della droga

Caivano, 33enne trucidato davanti al parco verde


Caivano, 33enne trucidato davanti al parco verde
17/08/2009, 16:08

Potrebbe essere stato ucciso per uno ‘sgarro’ Raffaele Facciuto, l’uomo trucidato dai sicari ieri sera alla periferia di Caivano, in provincia di Napoli. I sicari, a bordo di motociclette, hanno seguito Facciuto in via Atellana, entrando in azione quando la sua Fiat Panda ha rallentato per svoltare nella zona delle palazzine Iacp, il famigerato ‘parco verde’ di Caivano, fortino della criminalità organizzata e non. Armati con delle Beretta calibro nove, i killer hanno affiancato l’utilitaria da entrambi i lati ed hanno premuto il grilletto. Facciuto, 33 anni, colpito dal fuoco incrociato alla testa ed al torace, è morto praticamente all’istante. L’automobile ha proseguito per qualche metro, impattando contro il rialzo del marciapiede. Poi, i sicari si sono velocemente allontanati, dopo aver firmato l’ennesimo assassino senza testimoni.
Pochi minuti dopo la sparatoria è arrivata sul posto un’ambulanza, allertata probabilmente da qualcuno che ha assistito all’agguato volendo però restare anonimo. Malgrado il tempestivo soccorso, Facciuto non ce l’ha fatta: al San Giovanni di Dio di Frattamaggiore, dove è stato trasportato, i medici hanno potuto soltanto certificarne il decesso.
Al parco verde sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Casoria, guidati dal maggiore Paolo Cambieri, e i militari della tenenza locale, coordinati dal tenente Giovanni Palermo, che hanno avviato le indagini. Sull’asfalto sono stati sequestrati alcuni bossoli; come avviene in questi casi, non è stato possibile raccogliere testimonianze. Al momento la pista che appare maggiormente verosimile è quella della punizione in seguito ad uno sgarro. Facciuto, infatti, sarebbe vicino al clan camorristico dei Pezzella, l’organizzazione criminale che controlla gli affari illeciti su Cardito e parte di Frattamaggiore; il suo errore, ritengono gli inquirenti, potrebbe essere stato quello di voler attivare una piazza di spaccio nella zona del parco verde, che è invece feudo indiscusso del clan Cennamo, da anni in guerra con i Pezzella.

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di Nico Falco
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