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"Masiello sfrutta informazioni per condizionare la squadra"

Calcioscommesse: amarezza e rabbia tra i tifosi baresi

Qualcuno teme anche che il Bari retroceda in Lega Pro

Calcioscommesse: amarezza e rabbia tra i tifosi baresi
02/04/2012, 21:04

BARI- "Sì, quell'autogol è stato voluto". A dirlo è stato AndreaMasiello, difensore dell'Atalanta quest'anno e del Bari l'anno scorso, a proposito del derby Bari-Lecce, penultima partita del campionato. L'autogol avvenne quando il Lecce stava vincendo per 1-0 e mise in sicurezza il risultato. Con quella azione - disse Masiello ai magistrati il 24 febbraio scorso, secondo quanto riferisce Repubblica - ero certo di poter incassare la somma che mi era stata promessa. E che secondo i magistrati raggiunge i 300 mila euro. In quello stesso verbale, il giocatore ha espresso i suoi timori ad entrare nel carcere di Bari, sostenendo che vi avrebbe rischiato la vita. Un allarme evidentemente non condiviso dal Pm e dal Gip che hanno rispettivamente chiesto ed approvato ilmandato di arresto eseguito questa mattina.
Intanto, si fa strada l'idea che con questa partita c'entrino poco le scommesse e gli "zingari". Infatti, con questa vittoria il Lecce conquistò la matematica certezza di restare in serie A, mandando nella serie cadetta la Sampdoria. Ma la domenica successiva, ultima di campionato, un Lecce straordinariamente molle e demotivato perse a Roma con la Lazio, consentendole, con questa vittoria, di ottenere la promozione in Europa League. E se anche questa partita fosse stata venduta? E se il Lecce avesse comprato la prima e venduta la seconda? Tante domande, che per ora sono senza risposta. Ma se dovese essere dimostrata una risposta affermativa, indicherebbe quanto sia stato falsato lo scorso campionato.

AGGIORNAMENTO ORE 21:10
La dichiarazione che accompagna il provvedimento cautelare per Andrea Masiello è pesante, ha i toni gravi di una condanna: "L'ex difensore del Bari, Andrea Masiello, ora all'Atalanta sfrutta le proprie conoscenze nel mondo calcistico professionistico e le proprie informazioni privilegiate per orientare le scommesse del gruppo, per condizionare le prestazioni calcistiche dei suoi compagni di squadra al cui indirizzo veicola le proposte illecite mirate ad addomesticare il risultato dei singoli incontri di calcio promettendo lauti compensi in denaro". Queste sono le parole del gip Giovanni Abbattista che apre un vero e proprio protocollo Masiello, un'ipotesi di reato che finisce per attirare nella rete tutto il campionato. Nel disegno che ha in testa il giudice, "il calciatore avversario da avvicinare per manipolare l'esito delle singole partite deve essere sempre un difensore perché in grado di condizionare in ogni momento il risultato finale degli incontri di calcio, magari con un'autorete; le partite che meglio si prestano alle combine sono, per lo più, quelle di fine stagione, quando l'interesse dei tifosi, l'impegno dei calciatori e anche la pressione mediatica sono ormai allentati".
Se da una parte il campionato dell'anno scorso rischia di essere falsato, dall'altra la tifoseria di Bari non riesce a nascondere una profonda amarezza per quanto accaduto. Per loro è una delle pagine più brutte del mondo del calcio. "Sono un garantista, ma se gli addebiti dovessero rivelarsi veri -spiega Roberto Maffei, storico leader della curva nord di Bari - saremmo al declino più totale. La città da alcuni anni a questa parte è nota in Italia solo per inchieste giudiziarie. E noi baresi iniziamo a essere stanchi di questa rappresentazione". La paura che circola tra i bar, la strada e le piazze virtuali di Bari arriva a far ipotizzare una "retrocessione in Lega Pro".

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di Antonio Rispoli ed Emanuele De Lucia
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