Cronaca / Giudiziaria

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Dall'inchiesta saltano fuori i nomi di Carminati e Senese

Calcioscommesse: Intrecci con Nar e Camorra

Uno vicino ai Nar l'altro esponente di spicco clan Moccia

Calcioscommesse: Intrecci con Nar e Camorra
29/05/2012, 19:05

CREMONA – Si infittisce il caso calcioscommesse. Sembra infatti si vada ben oltre il rettangolo verde, che sia esso un campo di calcio o un tavolo da scommettitori. Dalle carte è emerso il coinvolgimento di due personaggi di spicco della criminalità italiana, come ha riportato anche l’agenzia Ansa. Si tratta di un ex terrorista legato alla Banda della Magliana, e di un noto camorrista, entrambi sembrerebbero avere qualche rapporto con i giocatori finiti nell'inchiesta sul calcioscommesse. Come se non bastasse dunque, dalle inchieste sul calcio, dalle carte dell'inchiesta di Cremona spuntano nomi che poco hanno a che fare con il mondo del pallone e molto con la criminalità e l'eversione. Ma che ben spiegano che tipo di interessi ruotino attorno alle scommesse clandestine e quanto sia ormai fuori controllo la situazione. I due personaggi sono l'ex Nar Massimo Carminati e l'esponente del clan Moccia, Angelo Senese. Due pezzi da novanta, insomma. Dagli atti dell'inchiesta, il primo è spuntato fuori quando gli investigatori si sono messi a cercare elementi su Giuseppe Sculli, l'attaccante del Genoa per il quale il Gip ha respinto la richiesta d'arresto senza però negare una sua «disponibilità» alle combine e ricordando i suoi legami con la criminalità organizzata. Senese, invece, si scopre essere in contatto con Zamperini - l'ex calciatore amico di Stefano Mauri - in occasione, guarda caso, delle due gare della Lazio che secondo la procura sono state taroccate: Lazio-Genoa e Lecce-Lazio. Il 19 marzo scorso, ricostruiscono gli investigatori, Sculli è a Roma in occasione di Roma-Genoa, partita per la quale non è stato convocato. Il giocatore parla al telefono con una persona che chiama «fratellino» e che invita ad incontrarlo all'hotel degli Aranci - dove sono in ritiro i rossoblù - per poi andare insieme a vedere la partita. Il «fratellino», accertano gli investigatori, altri non è che Romano Massimo Papola, massaggiatore della Lazio. L'uomo arriva all'albergo a bordo di una Smart con un'altra persona - «un uomo di circa 40/45 anni, con capelli rasati a zero» scrivono gli investigatori - e poi i tre entrano nell'hotel. Il dato curioso che emerge, è scritto nelle carte, «è che la stessa vettura era stata controllata a Roma con a bordo il noto estremista di destra legato ai Nuclei armati rivoluzionari e vicino agli ambienti della malavita organizzata Massimo Carminati, soprannominato “er cecato” per via di un'evidente menomazione all'occhio sinistro (permanente conseguenza di un pregresso scontro a fuoco con i carabinieri risalenti all'anno 1981)». «Si ricorda - proseguono gli investigatori - che Carminati è stato affiliato alla Banda della Magliana ed accusato di aver garantito il legame tra l'organizzazione criminale romana ed il mondo dell'eversione di destra e della criminalità organizzata romana». Quando viene fermato, Carminati è in auto con Giovanni De Carlo, «campione italiano classe 'B' di kick boxing». Ed è questo personaggio, concludono gli investigatori, che «verosimilmente si incontra con Sculli» e Papola nell'albergo del ritiro del Genoa. Quale fosse lo scopo dell'incontro, è quanto stanno cercando di accertare gli inquirenti. Così come dovrà essere chiarito il ruolo di Angelo Senese. L'ipotesi, anche più di un sospetto, è infatti che i clan fossero parecchio interessati al giro delle partite truccate gestito dagli zingari, dagli ungheresi e da alcuni calciatori. Senese viene citato due volte nell'ordinanza del Gip Guido Salvini. La prima è in relazione all'incontro Lazio-Genoa. Nei giorni precedenti l'incontro Mauri ha diversi contatti con Zamperini, tramite la scheda telefonica dedicata intestata alla ragazza del titolare dell'agenzia di scommesse suo amico. Ma Zamperini, quei giorni, parla anche con altri: con Ilievski, il capo degli zingari e, appunto, con Senese, «pluripregiudicato nato ad Afragola - scrivono gli inquirenti - considerato uno degli esponenti di spicco del clan camorristico Moccia a Roma». L'11 maggio, dunque tre giorni prima di Lazio-Genoa, Zamperini si sente tre volte al telefono con Senese e poi i due si incontrano ai Parioli. L'uomo ricompare in occasione di Lecce-Lazio, l'altra partita truccata secondo gli inquirenti di Cremona. Il giorno prima dell'incontro, infatti, c'è un vorticoso giro di sms tra Zamperini e Ilievski in cui si inserisce una telefonata dell'ex giocatore con Senese. Adesso bisogna capire e chiarire i motivi di questo fitto giro di messaggi. Insomma, il mistero si infittisce e il cielo si fa sempre meno azzurro sul destino del calcio italiano.

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di Valerio Esca
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